Site icon

Welfare Personalizzato: Solo 4 Aziende su 10 lo Offrono, Perché?

Il welfare aziendale personalizzato è una leva strategica per attrarre talenti, ma solo il 43,3% delle imprese lo ha già implementato nonostante l’87,3% lo ritenga essenziale.

È quando emerge dalla 9ª edizione del Rapporto Eudaimon-Censis, presentata a febbraio 2026 presso l’headquarter di Campari Group.

Dati Chiave dal Rapporto

Il Rapporto, realizzato con il contributo di Campari, Credem, Edison e Michelin, evidenzia un gap tra riconoscimento e azione: il 33,3% delle aziende prevede di introdurre piani personalizzati presto.

Il 92% delle imprese con oltre 50 dipendenti offre welfare, con focus su integrazione al reddito (86,2%, come buoni pasto), sanità (76,8%) e previdenza (69,6%). L’84% crede che la personalizzazione incrementi motivazione e produttività, mentre il 71,3% dei lavoratori sceglierebbe un’azienda per i suoi benefit.

Perché i Piani Personalizzati Contano?

I dipendenti cercano equilibrio vita-lavoro e soluzioni su misura, con l’83% che reclama impegno sul benessere totale. Alberto Perfumo, CEO di Eudaimon (ora Epassi Italia), sottolinea:

Le persone vogliono risposte non standardizzate, ma calibrate sulle esigenze specifiche, per attrarre e fidelizzare talenti.

Questo approccio trasforma l’azienda in partner del benessere, rispondendo a malesseri come fatigue (68,3%) e ansia da lavoro fuori orario (45,8%).

Trend 2026 nel Welfare

Nel 2026, il welfare evolve verso digitalizzazione e flessibilità, superando il “one size fits all”, con piattaforme come Coverflex che integrano benefit nella retribuzione. In Italia, il 58% delle grandi aziende ha piani strutturati, ma persiste un divario Nord-Sud (72% vs 45%). L’acquisizione di Eudaimon da Epassi punta a soluzioni tech europee, combinando expertise italiana e scalabilità.

Per le imprese, investire in welfare personalizzato non è più opzionale: è il futuro per competere nel talento market.


pubblicità adv magazine uomo
Exit mobile version