Da più fonti arrivano notizie certe su una una bozza di decreto potrebbe rivoluzionare la manutenzione delle caldaie domestiche: via libera ai controlli a distanza per gli impianti fino a 70 kW.
Dal prossimo anno potrebbe cambiare radicalmente il sistema dei controlli sulle caldaie a gas domestiche. Secondo una bozza di Decreto del Presidente della Repubblica (Dpr) emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le ispezioni periodiche in presenza potrebbero diventare obsolete, sostituite da verifiche burocratiche a distanza.
La rivoluzione nei controlli: cosa prevederebbe il nuovo decreto?
La modifica riguarderebbe circa 20 milioni di caldaie a gas installate nelle abitazioni italiane, ovvero tutti gli impianti con potenza inferiore ai 70 kilowatt – praticamente la quasi totalità delle caldaie domestiche.
Invece delle tradizionali visite dei tecnici specializzati, che si recano fisicamente presso abitazioni e uffici per verificare lo stato degli impianti, subentrerebbe un sistema di controllo esclusivamente documentale, gestito in remoto dagli enti competenti.
I vantaggi: risparmio economico e semplificazione
Il primo impatto positivo di questa riforma riguarderebbe il portafoglio delle famiglie italiane. L’eliminazione delle ispezioni periodiche in loco significherebbe:
- Riduzione dei costi annuali per milioni di utenti domestici
- Semplificazione burocratica nelle procedure di manutenzione
- Minore necessità di coordinamento con i tecnici per gli appuntamenti
- Snellimento del carico di lavoro per gli operatori del settore
Per molte famiglie, questo cambiamento rappresenterebbe un alleggerimento significativo delle spese annuali dedicate alla gestione del riscaldamento domestico.
Le perplessità: sicurezza e infrastrutture digitali
Nonostante i benefici economici evidenti, la proposta ha sollevato preoccupazioni importanti, soprattutto da parte dell’Unione Artigiani e degli addetti ai lavori. Le criticità evidenziate riguardano principalmente:
Carenze infrastrutturali: Non tutte le regioni e province italiane dispongono di sistemi informatici adeguati per gestire controlli digitali su scala così ampia.
Rischio di inefficienze: La mancanza di un’ispezione fisica potrebbe impedire l’individuazione tempestiva di problemi potenzialmente pericolosi, come perdite di gas, usura dei componenti o malfunzionamenti non rilevabili attraverso i soli dati tecnici.
Frammentazione territoriale: La disomogeneità dei sistemi digitali tra diverse aree del paese potrebbe creare disparità nell’efficacia dei controlli, con alcune zone più esposte a rischi rispetto ad altre.
Caldaie a gas: un settore in evoluzione
Questa proposta si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del settore energetico domestico. Il dibattito sulla riforma dei controlli riflette quindi le tensioni tra esigenze diverse: da un lato la spinta verso la digitalizzazione e la riduzione dei costi per i cittadini, dall’altro la necessità di mantenere standard elevati di sicurezza negli impianti domestici.
Cosa aspettarsi dunque?
Al momento si tratta ancora di una bozza di decreto, ma se dovesse essere approvata nella sua forma attuale, il cambiamento entrerebbe in vigore a partire dal 2026.
Gli esperti del settore sottolineano l’importanza di non trascurare completamente la manutenzione ordinaria, anche in assenza di controlli obbligatori in presenza. La verifica periodica dello stato dell’impianto da parte di tecnici qualificati resta infatti una buona pratica per garantire efficienza energetica, sicurezza e durata dell’apparecchio nel tempo.
