Avremmo potuto con voi festeggiare con un articolo di copertina la bravissima e bellissima Taylor Swift (36), oppure Jamie Foxx (58), ma oggi 13 dicembre 2025, LUI compie 100 anni e merita a pieno titolo la nostra cover story; LUI è Richard Wayne Van Dyke, esatto … Dick Van Dyke compie oggi 100 anni.
La leggenda che ha ridefinito lo spettacolo americano compie un secolo!
Alcuni pensano che la vita finisca a ottant’anni. Altri credono che inizi. Io sono della seconda categoria.
Dick Van Dyke
C’è un momento nella vita in cui un uomo diventa leggenda. Per Dick Van Dyke, quel momento si è ripetuto infinite volte nel corso di una carriera straordinaria che oggi celebra un traguardo quasi impensabile: 100 anni.
100 anni di sorrisi contagiosi, passi di danza impossibili, e quella capacità unica di far sentire ogni spettatore come se fosse seduto nel salotto di un vecchio amico.
Nato il 13 dicembre 1925 a West Plains, Missouri, Richard Wayne Van Dyke – detto Dick per tutti – non aveva certo le carte in regola per diventare una delle icone più amate dello spettacolo americano. Figlio di Loren Wayne, un venditore, e Hazel Victoria, una stenografa, il giovane Dick crebbe in una famiglia modesta dove l’unica certezza era il duro lavoro. Eppure, in quegli occhi azzurri brillava qualcosa di speciale: una voglia irrefrenabile di far ridere gli altri.
L’uomo che mentì sulla sua età
La storia di Van Dyke inizia con una menzogna. Per diciotto lunghi anni, i suoi genitori gli nascosero la verità sulla sua data di nascita, facendogli credere di essere più giovane per celare il fatto che fosse nato fuori dal matrimonio. Una rivelazione che Dick scoprì solo da adulto, ma che non scalfì mai il suo spirito ottimista. Come disse lui stesso: “La vita ti riserva sempre sorprese, l’importante è saperle ballare.”
E ballare, Dick lo sapeva fare meglio di chiunque altro. Alto quasi due metri già a undici anni – una statura che lo faceva sentire goffo tra i coetanei – trasformò quello che poteva essere un limite in un punto di forza. Ogni movimento diventava comico, ogni gesto amplificato dalla sua figura longilinea. Era nato l’entertainer perfetto.
La guerra, la radio ed i sogni
Nel 1944, a soli diciotto anni, Dick lasciò il liceo per arruolarsi nell’Aviazione militare americana durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma anche qui, il destino aveva altri piani. Troppo magro per essere accettato, dovette ingozzarsi di milkshake e cibo per superare le visite mediche. Una volta dentro, non divenne pilota come sognava, ma annunciatore radiofonico. E fu proprio quella voce calda e accattivante a segnare l’inizio di tutto.
Tornato alla vita civile, Dick non perse tempo. Lavorò come DJ radiofonico a Danville, affinando quel timing comico che lo avrebbe reso famoso. Fu in quegli anni che incontrò il mimo Phil Erickson, con cui formò il duo “Eric and Van – the Merry Mutes”, portando spettacoli di pantomima che lasciavano il pubblico a bocca aperta. Era il 1947, e Dick Van Dyke aveva trovato la sua strada.
L’esplosione televisiva
Quando nel 1961 la CBS gli propose il ruolo da protagonista in “The Dick Van Dyke Show”, nessuno avrebbe potuto immaginare l’impatto di quella scelta.
Per cinque anni, dal 1961 al 1966, Dick Van Dyke interpretò Rob Petrie, uno sceneggiatore televisivo alle prese con la vita familiare e professionale.
Lo show fu una rivoluzione: intelligente, divertente, mai banale. Dick portava sullo schermo una comicità fisica che ricordava i grandi del cinema muto, ma con la freschezza della TV moderna.
Fu però nel 1964 che Dick raggiunse l’immortalità. Walt Disney in persona lo volle per due ruoli in “Mary Poppins”: il simpatico spazzacamino Bert e il banchiere Mr. Dawes Sr.
Il film divenne un fenomeno globale e l’accento cockney di Van Dyke – per quanto discutibile – rimase impresso nella memoria di generazioni. Quei passi di danza sui tetti di Londra, quel sorriso contagioso mentre cantava “Chim Chim Cher-ee”, definirono un’epoca.
L’anno successivo, Dick Van Dyke vinse il Grammy Award come “Miglior Registrazione per Bambini” proprio per la colonna sonora di Mary Poppins, confermando il suo status di intrattenitore completo: attore, cantante, ballerino. Un artista a 360 gradi in un’epoca in cui la specializzazione era la norma.
L’uomo oltre l’icona
Ma chi è davvero Dick Van Dyke quando le luci si spengono? Un uomo che ha attraversato alti e bassi con la stessa grazia con cui danza. Sposato nel 1948 con Margerie Willett in diretta radio durante un programma chiamato “Bride and Groom”, Dick divenne padre di quattro figli: Christian, Stacy, Barry e Carrie Beth. Il matrimonio durò fino al 1984, seguito da una lunga relazione con Michelle Triola, scomparsa nel 2009.
Per anni, Van Dyke lottò contro dipendenze che lo tormentavano: l’alcol e il fumo erano compagni costanti, nemici silenziosi che minacciavano di spegnere quella luce che brillava sul palcoscenico. Ma Dick affrontò anche questi demoni con coraggio, parlando apertamente delle sue battaglie e diventando un esempio di resilienza per milioni di persone.
Nel 2012, a 86 anni, Dick sorprese tutti sposando Arlene Silver, una truccatrice di 46 anni più giovane. “L’età è solo un numero,” disse all’epoca, “l’amore è ciò che ti mantiene giovane.” E aveva ragione: ancora oggi, a cent’anni, Dick continua a muoversi, cantare e ispirare.
L’eredità di un gigante gentile
Nel 2017, a 91 anni, Dick pubblicò il suo primo album da solista, “Step (Back) in Time”, dimostrando che la passione per la musica non aveva età. Ma il suo contributo più grande va forse oltre l’intrattenimento. Per vent’anni, Van Dyke ha fatto volontariato alla Midnight Mission di Los Angeles, un rifugio per senzatetto, presentandosi ogni Thanksgiving, Natale e Pasqua per portare conforto e allegria. Ha contribuito a raccogliere milioni di dollari per la ristrutturazione della struttura, dimostrando che la vera grandezza si misura anche nel dare.
“La vita è movimento,” ha scritto nel suo libro “Keep Moving: And Other Tips and Truths About Aging.” “Il giorno in cui smetti di muoverti, di ridere, di servire gli altri, è il giorno in cui inizi davvero a invecchiare.” Parole che incarnano perfettamente la filosofia di un uomo che, a cent’anni, continua a essere più vivo di molti trentenni.
Cent’anni di meraviglia
Oggi, mentre Dick Van Dyke soffia su cento candeline, il mondo dello spettacolo si inchina di fronte a una carriera che ha attraversato sette decenni senza mai perdere lustro. Dalle radio degli anni ’40 ai palcoscenici di Broadway, dalla televisione rivoluzionaria degli anni ’60 ai film immortali di Disney, fino ai progetti musicali recenti, Van Dyke ha ridefinito cosa significhi essere un entertainer.
Con sette nipoti che portano avanti il suo spirito allegro, Dick Van Dyke rappresenta il ponte tra un’epoca d’oro dello spettacolo e il presente. È la prova vivente che il talento, unito a gentilezza e dedizione, può creare un’eredità che trascende il tempo.
In un’era dominata da tendenze effimere e celebrità istantanee, Dick Van Dyke ci ricorda che la vera grandezza si costruisce un sorriso alla volta, un passo di danza alla volta, un atto di gentilezza alla volta. Cent’anni e non sentirli? No. Cent’anni vissuti pienamente, con grazia, talento e un cuore grande quanto il suo sorriso iconico.
Buon compleanno, Dick. Grazie per averci insegnato che ballare sulla vita, anche quando inciampa, è l’unico modo per attraversarla davvero.
