L’uomo più alto del mondo? È turco e supera i due metri e mezzo
Immagina di dover sempre chinarti per passare da qualsiasi porta, o di non trovare mai un letto della tua misura.
È la vita quotidiana di Sultan Kösen, un turco di 42 anni che con i suoi 2 metri e 51 centimetri è ufficialmente l’uomo più alto del mondo ancora in vita, secondo il Guinness dei Primati.
La sua altezza non è frutto della genetica, ma di una condizione medica piuttosto rara: un tumore benigno alla ghiandola pituitaria che gli ha fatto produrre ormone della crescita in quantità spropositate. In poche parole, il suo corpo non ha mai smesso di crescere.
Sultan Kösen, una vita fuori misura
Sultan è nato in un paesino vicino al confine siriano, e fino ai dieci anni era un bambino normalissimo. Poi qualcosa è cambiato: ha cominciato a crescere in modo vertiginoso, tanto che ha dovuto abbandonare la scuola. Nonostante non avesse mai toccato un pallone da basket in vita sua, nel 2002 il Galatasaray l’ha ingaggiato – probabilmente sperando che quei due metri e mezzo potessero fare la differenza. Spoiler: non ha mai giocato nemmeno un minuto. Dopo una stagione in panchina, è tornato al suo villaggio per dare una mano alla famiglia.
Nel 2009 arriva il momento della gloria: viene misurato ufficialmente e con i suoi 247 cm batte il precedente recordman, il cinese Bao Xishun. Due anni dopo, un’altra misurazione conferma che ha raggiunto i 251 cm, per un peso di 168 chili. Non solo: detiene anche il primato delle mani più grandi al mondo (28 centimetri!), e fino al 2011 anche quello dei piedi.
Finalmente una cura…
La svolta arriva nel 2010, quando viene operato negli Stati Uniti per rimuovere il tumore che gli causava tutto questo. Intervento riuscito: finalmente la sua crescita si è fermata.
Certo, nella storia c’è stato qualcuno ancora più alto di lui: Robert Wadlow, un americano nato nel 1918, arrivò a sfiorare i 2 metri e 72. Purtroppo, ai suoi tempi non esistevano cure efficaci, e morì giovanissimo, a soli 22 anni.
Oggi Sultan gira il mondo, partecipa a programmi tv e racconta la sua storia per sensibilizzare sull’importanza di accettare le diversità.
Certo, convive con problemi di mobilità e dolori articolari che non lo mollano mai, ma non si è mai arreso.
