Laura Pausini è salita sul palco dell’ Ariston sfoggiando un fasciante abito in velluto blu. La cantante ha ricordato Pippo Baudo, scomparso lo scorso 16 agosto.
Il Festival di Sanremo 2026 è partito. In meno di due ore, fra una canzone e l’altra, la kermesse ha già emozionato il pubblico.Il direttore artistico Carlo Conti ha accolto Laura Pausini con un caloroso “Bentornata a casa”, ricordando il suo esordio nel 1993.
“Sono molto felice, grazie per questo sogno” ha detto la cantante, dimostrando la sua gratitudine per questa grande opportunità.
Il ricordo di Pippo Baudo
L’artista non ha potuto fare a meno di ricordare Pippo Baudo, l’uomo che più di tutti ha creduto in lei. Conduttore televisivo, talent scout e direttore artistico di 13 Festival, Baudo è stato un personaggio fondamentale nella carriera di Laura Pausini.
La cantante ha ricordato che nel momento in cui ha ricevuto la chiamata di Conti per Sanremo 2026 ha telefonato proprio al compianto conduttore per dargli la notizia. “Laura sei pronta, non aver paura, vai, mi ha detto” le confidato la 51enne, roportando le parole di Baudo.
L’omaggio al maestro della moda
Oltre al grande conduttore, c’è stata un’altra persona che ha segnato il percorso artistico di Laura Pausini. La cantante era profondamente legata a Giorgio Armani, il maestro della moda italiana. Re Giorgio amava creare abiti per l’artista, con lo scopo di valorizzare la sua bellezza.
In un’intervista Pausini ha raccontato il loro primo incontro, quando lo stilista le confessò: “Voglio vestirti io”. Da quel momento ha iniziato ad amare la maison Armani e le sue straordinarie creazioni. Per sottolineare il suo intimo rapporto con il compianto stilista di Vigevano, la co-conduttrice ha scelto di sfoggiare le creazioni di Armani Privé. Un omaggio all’uomo che ha valorizzato il suo aspetto nei momenti più importanti della sua vita.
E ora che il maestro non c’è più, proprio ora che sta vivendo una delle esperienze più significative della sua vita, Laura non poteva che scegliere gli abiti di Re Giorgio.




