# Cronotipo e carriera: chi è più produttivo di sera viene davvero penalizzato sul lavoro? URL canonico: https://www.mondouomo.it/verso-il-successo/cronotipo-carriera-studio-produttivita-sera/ Versione LLM: https://www.mondouomo.it/llm/189778/cronotipo-carriera-studio-produttivita-sera/ Data di pubblicazione: 16 Giugno 2026 Data ISO: 2026-06-16T09:25:13+02:00 Fonte: Mondouomo.it Testata: Mondouomo.it Tipo contenuto: notizia giornalistica Sezione: Verso il successo Argomento: carriera ## Sintesi Il cronotipo può frenare la carriera? Uno studio globale rivela perché chi rende meglio di sera fatica a salire ai ruoli di vertice. I dati sull'Italia. ## Articolo ## I dati di un nuovo studio internazionale dicono di sì: chi rende meglio nel pomeriggio o alla sera tende a restare più spesso a inizio carriera, mentre tra i dirigenti questo profilo è molto meno frequente. La causa principale sembra essere **l’organizzazione del lavoro**, ancora troppo costruita sui ritmi di chi è produttivo al mattino, con riunioni fissate presto e orari rigidi che non lasciano spazio ad altri stili di rendimento. A confermarlo è l**o Studio globale sui cronotipi realizzato da Herrmann International in collaborazione con ilCVperfetto**, una ricerca che ha incrociato oltre 2,5 milioni di valutazioni raccolte attraverso la piattaforma Herrmann, con un focus su 1,5 milioni di lavoratori negli Stati Uniti e in Canada e dati provenienti da 29 Paesi, Italia compresa. **Il primo dato che salta all’occhio riguarda proprio il nostro Paese: l’Italia risulta la nazione con la quota più alta di lavoratori che si dichiarano più attivi durante il giorno**, davanti a Danimarca e Svezia. All’estremo opposto si collocano Singapore, dove la percentuale di chi rende meglio la sera è quasi tripla rispetto a quella svedese, insieme a Filippine e Brasile, contesti in cui i confini tra vita lavorativa e sociale si spingono spesso fino a tarda notte. ### Sul fronte carriera, lo studio evidenzia che chi è alle prime esperienze professionali ha quasi il doppio delle probabilità di essere più produttivo nella seconda parte della giornata rispetto a chi occupa posizioni di vertice, dove questo profilo risulta invece sensibilmente sottorappresentato. Le [differenze](https://www.mondouomo.it/verso-il-successo/leadership-maschile-come-svilupparla/) emergono in modo netto anche per settore: arte, istruzione, scrittura, consulenza e servizi mostrano le concentrazioni più alte di lavoratori “serali”, probabilmente perché alcune attività creative beneficiano di concentrazione prolungata e minori interruzioni, mentre altri ambiti seguono turni distribuiti su tutta la giornata. Resta comunque vero che, in tutti i gruppi osservati, chi rende meglio al mattino è circa il doppio di chi rende meglio la sera, segno che il modello tradizionale continua a rappresentare la maggioranza della forza lavoro. Il CEO di Herrmann, Karim Morgan Nehdi, ha paragonato l’idea che tutti funzionino meglio al mattino a quella di ignorare l’esistenza dei mancini, sottolineando come spesso bastino piccoli aggiustamenti organizzativi per migliorare produttività e benessere dei dipendenti. Sulla stessa linea Jasmine Escalera, esperta di carriere per ilCVperfetto, che si interroga se il [lavoro da remoto](https://www.mondouomo.it/business-e-lavoro/guida-al-lavoro-da-remoto-sfide-e-strategie-nellera-digitale-post-31-marzo/) stia davvero aumentando il numero di persone produttive la sera o le stia semplicemente rendendo più visibili. Per le aziende, il messaggio è chiaro: orari più flessibili, scadenze meno rigide e riunioni distribuite in modo diverso potrebbero valorizzare profili oggi penalizzati senza stravolgere l’organizzazione del lavoro. ## Link editoriali - Sezione Verso il successo: https://www.mondouomo.it/verso-il-successo/ - Argomento carriera: https://www.mondouomo.it/tag/carriera-2/