# America’s Cup, guerra dei brevetti: Emirates Team New Zealand contro North Sails e l’avvertimento ai Challenger URL canonico: https://www.mondouomo.it/sport-e-fitness/speciale-coppa-america-2027/americas-cup-guerra-dei-brevetti-emirates-team-new-zealand-contro-north-sails-e-lavvertimento-ai-challenger/ Versione LLM: https://www.mondouomo.it/llm/201069/americas-cup-guerra-dei-brevetti-emirates-team-new-zealand-contro-north-sails-e-lavvertimento-ai-challenger/ Data di pubblicazione: 19 Settembre 2026 Data ISO: 2026-09-19T04:47:29+02:00 Fonte: Mondouomo.it Testata: Mondouomo.it Tipo contenuto: notizia giornalistica Sezione: America's Cup Argomento: breetti ## Sintesi Brevetto sulle vele AC75 al centro della disputa tra Emirates Team New Zealand e North Sails. Cosa c’è in gioco per i Challenger, come funziona la tecnologia e perché può cambiare gli equilibri della 38ª America’s Cup. ## Articolo ## America’s Cup, la sfida si sposta in tribunale: ETNZ contro North Sails La 38ª America’s Cup ha appena trovato un nuovo campo di battaglia: il tribunale. Il 18 settembre 2026 è esplosa la querelle tecnico-legale tra Emirates Team New Zealand (ETNZ) e North Sails sul brevetto relativo al design delle vele degli AC75, con implicazioni che potrebbero ridisegnare la griglia di partenza del prossimo ciclo. Secondo i media specializzati, North Sails ha depositato un atto in tribunale negli Stati Uniti per contestare il brevetto concesso a ETNZ e al progettista Dr. Steven Collie, sostenendo che parte della tecnologia deriverebbe da know-how condiviso durante le campagne precedenti. Dal canto suo, il CEO di ETNZ Grant Dalton ha respinto le accuse, definendole un tentativo di “intimidire” un team titolare di brevetti validi in USA ed Europa, e ricordando che North Sails produce vele usando quella tecnologia da diverse edizioni della Coppa. ## Il cuore della disputa: il brevetto sulle vele degli AC75 Al centro della controversia c’è un brevetto depositato da Emirates Team New Zealand e dal Dr. Steven Collie, relativo a soluzioni tecniche applicate alle vele degli AC75, i foiling monoscafo con cui si disputerà la 38ª America’s Cup. North Sails, storico fornitore di vele per numerosi team della Coppa, contesta la validità di quel brevetto, sostenendo che la tecnologia in questione affondi le radici in competenze e soluzioni già condivise in passato con i team della Cup. La posizione di ETNZ è netta: il brevetto è legittimo, è stato concesso negli Stati Uniti e in Europa, e North Sails stessa ha prodotto vele basate su quella tecnologia per diverse campagne, senza obiezioni formali fino ad ora. --- ## Perché un brevetto sulle vele può cambiare la 38ª America’s Cup In una classe estrema come gli AC75, ogni vantaggio aerodinamico si traduce in secondi guadagnati o persi su ogni bordo. Un brevetto che copre soluzioni chiave delle vele può quindi avere effetti a catena su: - **Chi può usare quella tecnologia** Se il brevetto viene fatto valere, i team che adottano soluzioni analoghe rischiano contenziosi o devono rinegoziare accordi con i fornitori. - **Gli equilibri tra team e fornitori** North Sails lavora con molti sindacati: una limitazione sull’uso di certe soluzioni potrebbe costringere alcuni team a cambiare approccio o fornitore. - **La corsa allo sviluppo** Se alcune aree tecnologiche sono “blindate” da brevetti, i team dovranno concentrare la ricerca su altri aspetti (foil, controllo, peso, ecc.), spostando il baricentro della competizione. In sostanza, non è solo una questione legale: è una questione di performance, costi e strategie di campagna. ## L’avvertimento ai Challenger: “Rischiate di violare il brevetto” Parallelamente allo scontro con North Sails, nei giorni precedenti la notizia del 18 settembre i media di settore avevano riportato un avvertimento diretto di ETNZ verso i potenziali Challenger della 38ª America’s Cup. Secondo queste ricostruzioni, Emirates Team New Zealand avrebbe segnalato ai team sfidanti il rischio di violazione del brevetto nel caso adottassero soluzioni veliche analoghe a quelle coperte dal brevetto Collie/ETNZ. L’effetto psicologico e pratico è immediato: - I Challenger devono verificare con i propri fornitori (vele, design, ingegneria) se le soluzioni previste rientrano nell’ambito del brevetto - Alcuni team potrebbero essere costretti a rivedere parti del proprio programma di sviluppo - Si apre uno scenario in cui, ancora prima di entrare in acqua, la battaglia si gioca su brevetti, licenze e pareri legali In una Coppa dove i margini sono sottilissimi, anche solo il dubbio di un contenzioso può spingere un team a scegliere soluzioni più conservative, con possibili ripercussioni sulle prestazioni. ## Le posizioni delle due parti: cosa dicono ETNZ e North Sails ## La linea di Emirates Team New Zealand Secondo il comunicato e le dichiarazioni riportate da Sail-World, la posizione di ETNZ può essere riassunta in tre punti: - **Brevetto valido e regolare** Il brevetto è stato concesso dalle autorità competenti negli USA e in Europa, dopo esame tecnico e legale. - **Tecnologia già usata in passato** North Sails ha prodotto vele basate su quella tecnologia per diverse campagne della Cup, senza sollevare obiezioni formali fino a questo momento. - **Tentativo di intimidazione** Grant Dalton definisce l’azione legale di North Sails un tentativo di “intimidire” un team che ha investito in ricerca e sviluppo, e che ora si vede contestare un brevetto legittimo. ## La linea di North Sails (ricostruita dai media) Dalle informazioni diffuse, la posizione attribuibile a North Sails è: - **Contestazione della novità del brevetto** North Sails sostiene che la tecnologia brevettata da ETNZ/Collie non sarebbe del tutto “nuova”, ma deriverebbe in parte da know-how e soluzioni già condivise in precedenza con i team della Cup. - **Azione legale negli USA** Il deposito in tribunale negli Stati Uniti mira a mettere in discussione la validità del brevetto, con l’obiettivo di liberare l’uso di certe soluzioni per i propri clienti. Al momento, secondo quanto riportato, ETNZ dichiara di non essere ancora stata formalmente “notificata” di tutti gli atti, ma di essere pienamente a conoscenza della mossa legale. ## Cosa rischia un Challenger che usa soluzioni “simili” Per un team sfidante, la questione non è solo teorica. Se un Challenger adotta vele con soluzioni che rientrano nell’ambito del brevetto ETNZ/Collie, gli scenari possibili sono: - **Richiesta di licenza o royalty** Il titolare del brevetto può chiedere un accordo economico per l’uso della tecnologia. - **Contenzioso durante la campagna** Una disputa legale in corso può distrarre risorse, creare incertezze e, nei casi estremi, portare a sanzioni o limitazioni d’uso se un tribunale dovesse dare ragione al titolare del brevetto. - **Cambiamento di progetto in corsa** Nel caso peggiore, un team potrebbe dover modificare o sostituire le vele già sviluppate, con impatti su tempi, budget e prestazioni. Questo spiega perché l’avvertimento di ETNZ ai Challenger non è una semplice dichiarazione di principio, ma un segnale che può influenzare scelte tecniche e accordi commerciali. ## Impatto sulla 38ª America’s Cup: più avvocati, meno sorprese? Una delle caratteristiche storiche della Coppa è che la battaglia si gioca sia in acqua sia a terra: regole, interpretazioni, proteste e, ora, brevetti. Questa vicenda può avere diversi effetti sul ciclo 2027: - **Maggiore attenzione alla proprietà intellettuale** Team e fornitori dovranno prestare più attenzione a brevetti, licenze e accordi di riservatezza. - **Possibile rallentamento dello sviluppo** Se alcune aree tecnologiche sono “coperte” da brevetti contestati, i team potrebbero essere più cauti nell’innovare in quei settori. - **Vantaggio per chi ha già la tecnologia “in casa”** ETNZ, avendo depositato il brevetto e già utilizzato la soluzione, parte con una certezza in più rispetto a chi deve ancora verificare la propria posizione legale. Resta da vedere come evolverà il caso: un accordo stragiudiziale, una sentenza chiara, o una lunga battaglia legale che accompagnerà tutta la preparazione della 38ª Cup. ## FAQ – America’s Cup: brevetti, North Sails e Challenger ## Di quale brevetto si parla esattamente? Di un brevetto depositato da Emirates Team New Zealand e dal progettista Dr. Steven Collie, relativo a soluzioni tecniche applicate alle vele degli AC75. ## Chi ha avviato l’azione legale? North Sails, che ha depositato un atto in tribunale negli Stati Uniti per contestare la validità del brevetto. ## Perché North Sails contesta il brevetto? Secondo i media, North Sails sostiene che la tecnologia non sarebbe del tutto nuova, ma deriverebbe da know-how e soluzioni già condivise in passato con i team della Cup. ## Cosa ha risposto Emirates Team New Zealand? ETNZ, tramite il CEO Grant Dalton, ha definito l’azione legale un tentativo di “intimidire” un team titolare di brevetti validi, ricordando che North Sails ha prodotto vele con quella tecnologia per diverse campagne.[sail-world](https://www.sail-world.com/news/299938/Americas-Cup-Kiwis-fire-broadside-at-Norths) ## Cosa rischiano i Challenger? Possono essere esposti a richieste di licenza, contenziosi o, nei casi peggiori, a dover modificare le proprie vele se usano soluzioni coperte dal brevetto. ## Questa disputa influenzerà la 38ª America’s Cup? Sì, perché tocca tecnologia, costi e strategie di sviluppo: può cambiare il modo in cui team e fornitori affrontano la progettazione delle vele e la gestione della proprietà intellettuale. ## Link editoriali - Sezione America's Cup: https://www.mondouomo.it/sport-e-fitness/speciale-coppa-america-2027/ - Argomento breetti: https://www.mondouomo.it/tag/breetti/