# Il costo emotivo della leadership nelle aziende italiane, ecco cosa rivela lo studio LHH. URL canonico: https://www.mondouomo.it/business-e-lavoro/il-costo-emotivo-della-leadership-nelle-aziende-italiane-ecco-cosa-rivela-lo-studio-lhh/ Versione LLM: https://www.mondouomo.it/llm/70044/il-costo-emotivo-della-leadership-nelle-aziende-italiane-ecco-cosa-rivela-lo-studio-lhh/ Data di pubblicazione: 27 Novembre 2025 Data ISO: 2025-11-27T11:41:30+01:00 Fonte: Mondouomo.it Testata: Mondouomo.it Tipo contenuto: notizia giornalistica Sezione: Business e Lavoro Argomento: burnout ## Sintesi Il costo emotivo della leadership è reale. Incide su manager, dipendenti e performance. Lo studio LHH mostra che la strada per migliorare esiste: più ascolto, più chiarezza, più riconoscimento, gestione più umana delle pressioni ## Articolo La vita professionale richiede lucidità, presenza e decisione. Ogni manager lo sa. Ogni dipendente lo avverte. ## Lo studio LHH mette in luce un dato chiaro: lo stress è parte stabile del lavoro in Italia e incide sulla qualità della leadership e sul clima aziendale. La ricerca coinvolge oltre 4.300 persone e presenta una fotografia precisa del rapporto tra manager e team. I numeri mostrano quanto il peso emotivo del ruolo sia alto e quanto servano nuove forme di guida basate su attenzione umana, ascolto e comunicazione diretta. ### Lo stress (purtroppo) è la norma per l’80% dei lavoratori… Oltre l’80% degli intervistati vive lo stress come fattore costante. Per il 46% è legato ai periodi più intensi dell’anno, mentre quasi uno su cinque (18%) lo vive come stato continuo. Un altro 16% segnala stress anche quando la pressione non è alta. La causa principale è il carico di lavoro eccessivo (16%). Subito dopo arrivano la mancanza di risorse (12%), le pressioni dall’alto (12%) e i conflitti tra colleghi (12%). Questi dati mostrano che la gestione delle persone e delle dinamiche interne pesa quanto gli obiettivi. ### [Burnout](https://www.mondouomo.it/salute/sindrome-da-burnout-quando-il-lavoro-diventa-una-gabbia/): un fenomeno che tocca quasi tutti Il 63% degli intervistati ha vissuto almeno un episodio di burnout. Un dato molto alto, che rivela una fragilità diffusa. - il 29% lo ha sperimentato più volte - il 17% ne soffre ancora - il 17% lo ha vissuto una volta Il burnout genera problemi fisici e cognitivi. Stanchezza cronica, insonnia, disturbi gastrointestinali e dolori muscolari incidono sul corpo. Problemi di concentrazione e memoria colpiscono la mente. A livello emotivo emergono irritabilità, calo della motivazione, perdita di fiducia, fino a stati depressivi. Questi segnali indicano che il burnout non è un episodio da ignorare. È un blocco che mette in pausa la crescita professionale e personale. E richiede interventi strutturati. ### Il silenzio pesa: molti non parlano del proprio disagio Lo studio mostra un fenomeno evidente: il disagio emotivo spesso resta nascosto. Il 41% non parla con nessuno del proprio burnout. Tra chi decide di condividere: - il 31% ne parla con i colleghi - il 13% con il diretto responsabile - solo l’8% con i vertici - il 3% con l’HR Il dato più interessante riguarda la libertà percepita. Il 35% dice di non sentirsi libero di esprimere stress o fragilità con il proprio capo. Solo il 21% si sente completamente libero. Questo silenzio crea distanza emotiva. Un team che non parla non crea fiducia. Un manager che non ascolta non costruisce un legame solido. ## Come vengono percepiti i capi? Tra supporto e pressione… Quando i dipendenti valutano i propri manager: - il 31% li vede come fonte di pressione - il 22% non li considera né di supporto né di pressione - il 13% li vede come supporto - il 46% li percepisce molto stressati L’immagine è chiara: molti manager vivono una forte tensione personale e non sempre riescono a trasformarla in guida positiva per il team. Questo porta alla perdita di qualità nelle relazioni e nella performance. ### Chi deve occuparsi del [benessere psicologico](https://www.mondouomo.it/business-e-lavoro/benessere-aziendale-sappiamo-davvero-cosa-sia/) in azienda? Il benessere emotivo non è più un tema marginale. È una leva strategica. La ricerca LHH lo conferma. Secondo i dipendenti, le responsabilità principali sono: - vertici aziendali: 30% - diretti responsabili: 26% - HR: 24% Il 12% pensa che sia compito del singolo e il 6% dei colleghi. Il dato più importante è la centralità del management. Le persone si aspettano che chi guida l’azienda si faccia carico anche della salute emotiva dei team. ## Ecco le azioni che migliorano la relazione tra capi e collaboratori Dai dati emerge una direzione chiara. La qualità della leadership non dipende solo da competenze tecniche, ma da capacità umane che riducono stress e creano fiducia. Gli interventi che i dipendenti ritengono più utili sono: - empatia e ascolto attivo: 15% - comunicazione chiara: 15% - riconoscimento del lavoro svolto: 12% - feedback costruttivi frequenti: 9% - più autonomia e fiducia: 9% - maggiore equilibrio vita-lavoro: 9% Queste strategie riducono lo stress e favoriscono un clima di responsabilità e collaborazione. Quando il leader ascolta, comunica e riconosce il valore del team, la performance cresce. ## Cosa significa tutto questo per gli uomini che lavorano oggi? Lo studio LHH offre una lettura semplice: la qualità della vita professionale dipende dal modo in cui manager e dipendenti si sostengono a vicenda. Il modello gerarchico rigido non funziona più. Serve una leadership che aggiunge chiarezza, controllo dei carichi e sensibilità verso chi vive difficoltà emotive. Per gli uomini che ricoprono ruoli gestionali, questi dati sono un invito a un nuovo modo di guidare: - usare una comunicazione diretta - dare feedback concreti - analizzare il carico di lavoro in modo più realistico - costruire momenti di confronto chiaro e non giudicante - riconoscere l’impegno del team Per chi non è manager, la ricerca mostra un’esigenza importante: potersi esprimere senza timore. I team che parlano lavorano meglio. Le aziende che promuovono la trasparenza riducono lo stress. ### Perché questo studio è utile alle aziende italiane? Molte imprese puntano su produttività e risultati. Ma i dati dimostrano che la performance passa prima dal benessere. Un ambiente sano permette di lavorare meglio, trattenere i talenti e generare valore stabile. LHH suggerisce un approccio pratico: integrare l’attenzione umana con strumenti di valutazione e percorsi di crescita. L’azienda che vede e ascolta le sue persone non solo riduce lo stress, ma crea le basi per un progresso solido. ### Il costo emotivo della leadership è reale. Incide su manager, dipendenti e performance. Lo studio LHH mostra che la strada per migliorare esiste: più ascolto, più chiarezza, più riconoscimento, gestione più umana delle pressioni. Per gli uomini che vogliono crescere nel lavoro, [guidare team](https://www.mondouomo.it/verso-il-successo/tecniche-per-un-uomo-per-ispirare-e-guidare-un-team/) o migliorare il proprio ruolo, questa consapevolezza è fondamentale. La leadership del futuro sarà più attenta e più semplice. Richiederà presenza, comunicazione chiara e un rapporto più diretto con le persone. #### MondoUomo.it continuerà a seguire questi temi per offrire ai lettori strumenti utili per migliorare carriera, equilibrio personale e qualità della vita professionale. _Fonte: [Studio “Il costo emotivo della Leadership” di LHH – The Adecco Group](https://www.lhh.com/it-it/insights/costo-emotivo-leadership)_ ## Link editoriali - Sezione Business e Lavoro: https://www.mondouomo.it/business-e-lavoro/ - Argomento burnout: https://www.mondouomo.it/tag/burnout/