Le autorità milanesi hanno intensificato i controlli contro il caporalato nelle filiere della moda di lusso, con ispezioni mirate su atelier e pelletterie legati a brand iconici come Prada, Gucci e Versace.
Questa inchiesta, emersa nelle ultime ore, evidenzia un sistema diffuso di subappalti opachi che sfruttano lavoratori, spesso in opifici cinesi irregolari, con paghe da 2-3 euro l’ora e condizioni insalubre.
Il Lato Oscuro del Made in Italy
Il fenomeno non è isolato: Tod’s ha chiesto tempo al giudice per evitare misure interdittive, promettendo controlli rafforzati sulla filiera. Casi simili hanno colpito Giorgio Armani Operations e Alviero Martini, commissariati per inerzia verso subfornitori abusivi, con dormitori degradati e violazioni di sicurezza.
A Milano e provincia, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato Lavoro hanno sequestrato capannoni, rivelando come borse da 1800 euro vengano prodotte a costi irrisori grazie a sfruttamento.
Per gli uomini attenti allo stile, questo solleva interrogativi etici: acquistare una borsa Gucci o una cintura Versace significa sostenere indirettamente catene di produzione opache? Il settore pelletteria italiana, con 49mila addetti e 12 miliardi di fatturato, punta su artigianato, ma la subappaltazione erode la tracciabilità.
Rischi per i Brand ed Appelli alla Riforma
Ora i Carabinieri richiedono documenti a 13 griffe, inclusi Dolce & Gabbana, in un’inchiesta che allarga lo sguardo su Dior e altri. Una petizione blocca un DDL che tutelerebbe le grandi aziende, mentre sindacati denunciano lo “scudo penale” per i big della moda. Prada, reduce dall’acquisizione di Versace per 1,25 miliardi, investe 260 milioni nella filiera dal 2019, ma i nodi restano.
Verso una Moda Etica per l’Uomo Moderno
Per il gentleman italiano, lettore di MondoUomo.it, la soluzione passa da trasparenza: scegliere brand con certificazioni etiche, come quelli che integrano digitalizzazione e controlli diretti. Il Tribunale di Milano promuove tavoli con imprenditori per modelli anti-sfruttamento, preservando il prestigio del Made in Italy. In un mercato globale, l’eleganza maschile merita filiere pulite, dove qualità e diritti coincidono.


