La Corte Suprema USA ha bocciato i dazi imposti da Trump sull’International Emergency Economic Powers Act, dichiarandoli illegali poiché il potere di imporre tariffe spetta al Congresso.
Trump ha reagito annunciando nuovi dazi globali del 10% basati sul Trade Act del 1974, che si aggiungono alle tariffe esistenti. Questa sentenza offre un breve sollievo all’export italiano, ma le nuove misure rischiano di mantenere alta la pressione sul Made in Italy.
Impatto sui Settori Chiave
I dazi precedenti hanno già colpito duramente l’export italiano verso gli USA, con cali del 21% in alcuni mesi come agosto 2025 per agroalimentare, moda e automotive. Settori come vino (1,94 miliardi di euro annui), alta moda da Milano e Firenze, e auto di lusso (Ferrari, Lamborghini) sono tra i più esposti, con previsioni di riduzioni del 6-7% nel valore aggiunto. L’automotive italiano, nonostante una tariffa ridotta al 15%, soffre per la concorrenza e i costi aggiuntivi sui componenti.
| Settore | Export USA 2024-2025 (stima mld €) | Impatto Dazi Precedenti | Nuovi Dazi 10% |
|---|---|---|---|
| Vino e Agroalimentare | 2-3 | -21% (agosto 2025) | Alto, blocchi importatori |
| Moda e Tessile | 5+ (Milano 29%) | Erosione margini | Medio-alto |
| Automotive | 10+ (luxury) | -6,6% valore | Significativo su componenti |
| Meccanica/Farmaceutico | 5-10 | Penalizzato | Medio |
Prospettive per l’Export Italiano
Come esperto di export italiano, vedo nella sentenza un’opportunità per negoziare con Washington, sfruttando il surplus commerciale USA-Italia (34 mld nel 2025). Le imprese del Made in Italy devono diversificare mercati (es. Asia, Medio Oriente) e investire in produzione locale USA per eludere tariffe, come già fa Ferrari. Il governo Meloni dovrebbe spingere per accordi bilaterali, monitorando l’evoluzione dei nuovi dazi del 10% che dureranno 150 giorni.
Nonostante la crescita export 2025 (+3,3% totale, +7,9% USA primi 11 mesi), la volatilità tariffaria minaccia la competitività. Le PMI, 34mila esposte, necessitano di supporto per ritoccare prezzi o riallocare catene di fornitura senza perdere quote premium.




