Un secolo di eleganza, genialità e fiuto per gli affari. Cento anni fa, nel 1926, le esportazioni di beni e servizi rappresentavano appena il 12% del PIL italiano.
Oggi, nel 2026, quella percentuale è quasi triplicata, raggiungendo lo straordinario traguardo del 32,2%.
I dati emersi dal 40° Rapporto ICE “L’Italia nell’economia internazionale”, presentato a Roma presso la Camera dei Deputati, celebrano il Centenario dell’Agenzia tracciando il ritratto di un’Italia che non solo resiste alle tempeste geopolitiche, ma che si è posizionata stabilmente come quinto esportatore mondiale di merci, insidiando da vicino il quarto posto del Giappone.
L’Infrastruttura del Successo: Dai 643 Miliardi alla Sfida Globale
Dopo una fase di transizione e stabilità, il 2025 ha segnato il grande ritorno del motore commerciale italiano: l’export di merci è cresciuto del 3,3%, toccando la cifra monstre di 643 miliardi di euro (ben 163 miliardi in più rispetto al periodo pre-pandemico del 2019). Si tratta di una dinamica nettamente superiore rispetto alla media dell’Unione Europea e delle sue principali economie.
Come sottolineato dal Presidente dell’ICE, Matteo Zoppas, l’Agenzia si è consolidata nei decenni come un vero e proprio “fertilizzante” per la crescita delle nostre imprese, in particolare le PMI, fungendo da porta d’ingresso per i prodotti italiani sui mercati esteri.
E i risultati si vedono anche nel primo quadrimestre del 2026, che fa registrare un ulteriore incremento del 3,2% in valore.
La Mappa del Valore: Diversificazione contro il Protezionismo
Il trionfo del Made in Italy contemporaneo si gioca sulla capacità di non legarsi a un solo mercato. In un’era caratterizzata dalla nuova politica tariffaria degli Stati Uniti e dal ritorno di misure protezionistiche globali, le aziende italiane hanno saputo diversificare le proprie rotte.
Mentre la domanda europea si mostra disomogenea, il Made in Italy vola nei mercati extra-UE:
- America Settentrionale: +6,8%
- Medio Oriente: +7,2%
- Asia Centrale: +6,0%
A sostenere questa progressione c’è uno zoccolo duro di imprese eccezionalmente resilienti: su oltre 120 mila aziende esportatrici, quasi 82 mila mantengono una presenza costante all’estero e ben 51 mila esportano senza alcuna interruzione dal 2017.
Sostenibilità e Servizi: I Driver del Futuro
Il connubio tra qualità artigianale e innovazione si arricchisce oggi di una nuova stella polare: la sostenibilità. L’incrocio dei dati doganali con le banche dati di Accredia dimostra che le aziende dotate di certificazioni ambientali ed ESG penetrano i mercati esteri con molta più facilità rispetto ai concorrenti. Se a questo si unisce il supporto strategico delle istituzioni – con le aziende assistite da ICE che registrano una crescita dell’export dell’8,4% (8 punti sopra la media) – è chiaro che la formula del successo italiano risiede nel perfetto bilanciamento tra genialità privata e spinta infrastrutturale.
L’obiettivo strategico per il futuro prossimo? Raggiungere la storica vetta dei 700 miliardi di euro di export complessivo. Una sfida ambiziosa, ma che l’eleganza e la solidità del Made in Italy sembrano ampiamente in grado di vincere.
Fonti ufficiali consultate e citate:
- Rapporto ICE – Annuario ISTAT-ICE “L’Italia nell’economia internazionale”, Agenzia ICE e ISTAT.
- Nota stampa ufficiale sul 40° Rapporto ICE e celebrazione del Centenario presso la Camera dei Deputati, luglio 2026 (via Teleborsa).





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