I colloqui tra USA e Iran in Pakistan sono falliti, con il vicepresidente Vance che ha lasciato il tavolo senza accordo, Teheran parla di di richieste irragionevoli.
L’Iran ha definito eccessive le pretese americane, in particolare sullo Stretto di Hormuz. Questa impasse arriva dopo raid USA-Israele e tensioni nucleari, con Trump che aveva posto ultimatum rigidi.
Scenario Post-Fallimento
Senza accordo, gli USA potrebbero intensificare raid su infrastrutture iraniane come ponti e centrali, come minacciato da Trump. Teheran ha già chiuso lo Stretto di Hormuz in passato, bloccando rotte vitali, e potrebbe ripetere azioni con droni e missili su basi USA nel Golfo. Israele continua operazioni in Libano, rischiando un’escalation regionale.
Rischi sui Mercati Globali
Il petrolio Brent potrebbe balzare tra 110-120 dollari in caso di nuovi raid, o fino a 120-160 con chiusura di chokepoints come Hormuz e Bab el-Mandeb. L’inflazione globale salirebbe per lo shock energetico, spingendo investitori verso oro (già oltre 5.380 dollari) e asset safe come Treasury USA. Settori travel e aeree crollerebbero: Norwegian Cruise -10,5%, Carnival -7,6% in episodi recenti.
Prospettive Investitori
Volatilità resta alta: tregue passate hanno fatto crollare il petrolio sotto 100 dollari, ma senza Hormuz libero il premio rischio persiste. Analisti come Diodovich di IG Italia prevedono oscillazioni tra no-escalation (Brent 95-105) e raid sensibili. Monitorare Hormuz e nucleare iraniano per mosse su energia e difesa.
Fonte di Redazione: https://www.alanews.it/esteri/diretta/2026/04/12/guerra-iran-diretta-nessun-accordo-hormuz/



