La moda italiana mostra i primi segnali di ripresa nel terzo trimestre 2025, con un calo delle vendite limitato al -3% dopo otto quarter consecutivi di flessione.
Questo dato emerge da analisi recenti sul settore, che indicano un’inversione di tendenza nonostante le sfide persistenti.
Contesto della Crisi Precedente
Il comparto ha subito una contrazione significativa nei primi due trimestri, con produzioni in calo del 6,6% nei primi otto mesi e chiusure di 11 imprese al giorno. Fattori come inflazione, sensibilità ai prezzi e concorrenza dall’e-commerce cinese hanno pesato sul Made in Italy, riducendo export del 4% e aumentando import del 6%.
- Consumatori più attenti al risparmio e propensi alla circolarità green
- Squilibri tra retail fisico e online, con vendite nei negozi al solo 35% della merce acquistata.
I Segnali Positivi del Q3 2025
Nel terzo trimestre, la flessione si arresta quasi, trainata da un +20% nelle vendite all’ingrosso nei primi cinque mesi, soprattutto su mercato interno ed Europa. Giovani consumatori tornano ai negozi fisici per esperienze dirette, mentre volumi venduti crescono del 33% con prezzi medi in calo del 6%.
Piattaforme come Pitti Uomo confermano il dinamismo del menswear premium, con retailer italiani che incrementano acquisti dell’11%.
Prospettive per Uomo e Lusso
Per il pubblico maschile di MondoUomo.it, la ripresa favorisce brand luxury come quelli di Firenze, con enfasi su qualità artigianale e innovazione retail.
Strategie come investimenti in punti vendita esperienziali e dazi su import low-cost saranno cruciali per un 2026 in crescita.
Il 2025 si chiuderà con un calo minimo, aprendo a rilancio nel 2026 se si sostiene il commercio di vicinato.
Fonte di redazione: FashionMagazine.it



