Raf, al secolo Raffaele Riefoli, è una figura storica della musica italiana con una carriera che supera i quarant’anni e decine di successi popolari.
Nato nel 1959 a Margherita di Savoia (Puglia), è noto per il suo stile pop melodico e per brani che hanno segnato la scena musicale dagli anni Ottanta a oggi, tra cui Self Control, Il battito animale e Cosa resterà degli anni ’80.
La sua presenza sul palco del Festival di Sanremo 2026 segna il suo ritorno dopo undici anni di assenza dalla gara tra i Big. Nel corso della sua carriera Raf ha partecipato più volte al Festival, portando canzoni apprezzate e costruendo un rapporto duraturo con il pubblico italiano.
In gara all’Ariston, Raf porta il brano Ora e per sempre, una ballata dal tono intimo e riflessivo.
Il pezzo è stato scritto insieme al figlio Samuele Riefoli, con il quale Raf ha lavorato alla melodia e alla struttura, e nasce da un’esperienza personale molto forte: è dedicato alla moglie Gabriella Labate e al loro legame duraturo, ispirandosi a promesse e esperienze di vita reale.
Musicalmente, Ora e per sempre si colloca nel filone delle ballate pop tradizionali, con arrangiamenti che valorizzano la voce calda e riconoscibile di Raf e un testo che parla di amore, continuità e memoria emotiva. La canzone esplora la storia di una relazione che attraversa il tempo, trasformando sentimenti profondi in parole semplici e diretto racconto.
Il ritorno di Raf al Festival arriva in una fase della sua carriera in cui l’artista guarda sia al passato sia al presente. L’esperienza e la maturità emotiva si riflettono nella scelta di un brano che parla di sentimenti profondi e di scelte di vita condivise, consolidando un legame con il pubblico di più generazioni.
La partecipazione a Sanremo 2026 non è solo un ritorno alla competizione, ma anche un modo per presentare Ora e per sempre in un contesto nazionale e mediatico importante. Alla vigilia del Festival, Raf ha discusso apertamente del significato della canzone e del suo rapporto con il palco dell’Ariston, confermando che il Festival resta per lui uno spazio privilegiato per raccontare storie autentiche attraverso la musica.




