Napoli piange, l’Italia intera è in ginocchio. Il piccolo Domenico, il bimbo di appena due anni che ha commosso il cuore di una nazione con la sua lotta contro una malattia feroce, ci ha lasciati questa mattina all’Ospedale Monaldi.
Un silenzio assordante avvolge la città partenopea, dove famiglie, medici e semplici cittadini si stringono in un abbraccio collettivo di dolore e rimpianto.
Domenico non era solo un paziente tra tanti. Era il simbolo innocente di un sistema sanitario che, nonostante gli sforzi eroici del personale del Monaldi, troppe volte inciampa su ritardi e carenze. Arrivato in ospedale in condizioni critiche, il piccolo guerriero ha combattuto con una tenacia che ha ispirato tutti. Ma le sue piccole mani non hanno retto: una polmonite fulminante, aggravata da un quadro clinico già fragile, ha avuto la meglio. I medici, esausti e commossi, hanno fatto l’impossibile, ma il destino è stato crudele.
L’Italia ti chiede perdono, piccolo Domenico. Perdono per non averti protetto come meritavi, per le liste d’attesa infinite, per le risorse che mancano nei reparti pediatrici del Sud.
La tua storia, rimbalzata sui social e sui media, ha acceso un faro su emergenze silenziose: la pediatria in crisi, i trasferimenti urgenti da Campania a centri del Nord, le famiglie lasciate sole. Oggi, mamme e papà di tutta Italia pregano per te, stringendo i loro figli un po’ più forte.
A Napoli, davanti al Monaldi, già si radunano fiori e peluche. La tua famiglia, straziata dal dolore, riceve il conforto di una comunità intera. Domenico, il tuo sorriso puro vivrà nei nostri cuori, monito per un Paese che deve fare di più per i suoi bambini. Riposa in pace, angioletto. L’Italia non ti dimenticherà.
(Fonti: Ansa, Il Mattino, Corriere della Sera – aggiornamenti al 21 febbraio 2026)


