Erica, la mamma di Achille Barosi, uno dei ragazzi morti nella strage di Crans-Montana, ha ricordato quella terribile notte di San Silvestro.
Il capodanno dovrebbe essere un momento di gioia e spensieratezza. Un momento in cui accogliere con ottimismo l’anno appena iniziato. La notte di capodanno 2026 i buoni propositi e la felicità di tanti ragazzi si sono dissolti fra le fiamme di un terribile rogo.
A Crans- Montana nel locale glamour Le Constellation si festeggiava l’inizio del nuovo anno fra brindisi e musica. La struttura era piena di persone giovanissime, di età compresa fra i quindici e i vent’anni. Il sogno della notte di San Silvestro in pochi minuti si è trasformato nel peggiore degli incubi.
Le fiamme si sono diffuse in tutto il locale, sino a coprire volti e corpi dei ragazzi presenti. L’incendio è stato innescato dalle fontane pirotecniche posizionate sulle bottiglie di champagne. Nel rogo hanno perso la vita 41 persone, fra cui Achille Barosi, di appena 16 anni.
La mamma di Achille Barosi ricorda la notte del rogo
La notte del 1 gennaio 2026 sarà ricordata dai familiari delle vittime come uno dei momenti più brutti della loro vita. Famiglie distrutte da un dolore a cui è difficile dare un senso. Una strage che poteva e doveva essere evitata. Madri che hanno dovuto dire addio ai loro figli senza averli nemmeno salutati per l’ultima volta.
Erica è una di quelle mamme; una donna costretta a fare i conti con il peggiore dei dolori. Una madre, però, trova sempre il coraggio di lottare anche dinanzi alle sofferenze. Così ha scelto di raccontare le sue emozioni nel salotto di Mara Venier. Nella lunga intervista ha parlato di suo figlio, descrivendolo come un ragazzo brillante e pieno di sogni.
La confessione di Erica: “Non volevo che andasse lì”
A Mara Venier ha svelato di aver chiesto ad Achille di non andare in quel locale. Un sesto senso che le suggeriva qualcosa di brutto. “Ci siamo sempre venuti a Crans-Montana, la prima volta Achille aveva solo 6 mesi” ha confidato la donna, specificando di non conoscere la struttura scelta dal figlio e dagli amici per festeggiare il capodanno.
“Io sono molto istintiva. Andai dagli altri genitori dei suoi amici per convincerli a cercare un altro posto per i ragazzi, perché non avevo voglia che andassero lì. Avevo trovato un’alternativa e avevo anche convinto Achille. Lui mi aveva risposto che ne avrebbe parlato con gli altri” ha aggiunto, ricordando i momenti precedenti alla tragedia.
Il pensiero in memoria dei ragazzi
La strage di Crans-Montana ha scosso il Paese, accendendo l’attenzione mediatica. Sui social in tanti hanno giudicato negativamente i ragazzi coinvolti nel rogo, descrivendoli come superficiali. Una fucina d’odio che ha coinvolto anche i loro genitori, considerati poco attenti e troppo permissivi nei confronti dei figli.
“Ma chi giudica i nostri figli non conoscendoli, vuol dire che è capace di giudicare qualsiasi ragazzi” ha dichiarato Erica nel corso dell’intervista a Domenica In.
