Hamas ha accettato in linea di principio il piano di pace proposto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza, confermando la disponibilità a rilasciare tutti gli ostaggi israeliani, vivi e deceduti, in cambio del ritiro delle forze israeliane e dell’ingresso immediato di aiuti umanitari.
Il movimento ha trasmesso la risposta ai mediatori, esprimendo apprezzamento per gli sforzi internazionali e arabi volti a fermare la guerra, e ha dichiarato di essere pronto a negoziare i dettagli operativi dello scambio.
Tra le condizioni poste, Hamas ha richiesto chiarimenti su alcuni punti del piano e ha sottolineato che il rilascio degli ostaggi entro 72 ore, come previsto, è “irrealistico” nelle attuali circostanze.
Il gruppo ha inoltre accettato di consegnare l’amministrazione della Striscia a un ente palestinese di tecnocrati indipendenti, basato su un consenso nazionale e con sostegno arabo-islamico.
Tuttavia, non è stato ancora chiarito se Hamas accetterà di disarmarsi, una richiesta fondamentale per Israele e gli Stati Uniti. L’accordo, accolto con favore da Washington e Tel Aviv, è il risultato di intense mediazioni guidate da Qatar ed Egitto.
Il Presidente Trump aveva lanciato un ultimatum, minacciando “l’inferno” in caso di rifiuto entro domenica. Ora si attende la reazione di Israele e lo sviluppo dei negoziati formali.

