La crisi energetica morde, con bollette alle stelle e tensioni globali che spingono i prezzi del gas oltre ogni limite. P
Proprio mentre domenica 29 marzo scatterà l’ora legale 2026, la Camera dei Deputati dà il via a un’indagine per valutare l’ora legale permanente: un’idea vecchia di un secolo che potrebbe tagliare i consumi e alleggerire i portafogli.
L’11 marzo la Commissione Attività Produttive ha approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva, chiesta da Lega, Sima e Consumerismo No Profit. Entro il 30 giugno, audizioni con esperti, Ue, associazioni e Terna analizzeranno impatti energetici, economici e ambientali.
Nata dal sondaggio europeo del 2018 (4,6 milioni di voti, 84% pro abolizione cambi), l’idea si arena post-pandemia ma ora riparte in Italia.
Storia e risparmi: un rimedio collaudato
Introdotta nel 1916 per la scarsità di carbone in guerra, abolita e ripresa nel ’66, l’ora legale ha risparmiato 12 miliardi di kWh dal 2004 al 2025, equivalenti a 2,3 miliardi di euro secondo Terna. Tre studi Ue confermano: permanente significherebbe meno consumi, boost al mercato interno e trasporti più efficienti.
Impatti reali per l’uomo quotidiano
Per chi guida, lavora o gestisce casa, significa luce naturale extra la sera: meno luci accese, bollette più leggere in era di rincari. Ma attenzione a salute (ritmi sonno veglia) e agricoltura (alba buia).
L’indagine peserà pro e contro, con focus su produttività e ambiente. Meloni e il governo guardano ai dati per decidere.
Prospettive e cosa aspettarsi
Mentre Trump stringe sul nucleare e l’Iran agita i mercati, l’Italia punta su soluzioni smart come questa. Audizioni daranno risposte.
Per l’uomo pratico di MondoUomo.it, è un’opportunità: risparmia energia, vivi meglio. Domenica, un’ora rubata al sonno ma guadagnata in sole serale.
