La finale di Sanremo 2026, vinta da Sal Da Vinci, continua a far discutere per una battuta di Carlo Conti sui jeans di una ballerina di Samurai Jay.
Ora interviene anche Gino Cecchettin, padre di Giulia, che critica il conduttore per stereotipi sessisti.
La battuta incriminata
Durante l’esibizione di Samurai Jay con il brano Ossessione, le ballerine indossavano jeans attillati e tagliati che lasciavano intravedere le gambe. Conti è sceso in platea dalla moglie Francesca Vaccaro, dicendole: «Senti, mogliettina mia, siccome so che ti piacciono i jeans, quel modello che aveva la signorina, non lo comprare, va bene? Grazie. È pura gelosia!».
La frase, pronunciata ridendo, ha scatenato polemiche sui social per aver sessualizzato l’abbigliamento delle ballerine e insinuato un controllo sulla moglie.
La replica della ballerina
Francesca Tanas, 24enne ballerina del corpo di ballo, ha accusato Conti di averla «sessualizzata per dei jeans da show» e di aver imbarazzato la moglie. Sui social ha auspicato scuse pubbliche, definendo la battuta piena di stereotipi.
Conti ha minimizzato postando un’immagine dell’esibizione e confermando che la moglie aveva riso con lui.
L’intervento di Gino Cecchettin
Gino Cecchettin, ospite al Festival per parlare di femminicidi, ha ripreso Conti proprio su questa battuta, sottolineando l’importanza del linguaggio e invitando a «vigilare» per evitare stereotipi. Le sue parole arrivano dopo la vittoria di Sal Da Vinci con Per sempre sì, anche criticata per certi testi.
Cecchettin ha evidenziato come episodi del genere, specie dopo il suo intervento sul palco, minino il messaggio contro la violenza sulle donne.
Reazioni e contesto maschile
Per un pubblico maschile, la polemica solleva domande su battute innocue in TV: gelosia coniugale o maschilismo? Sanremo 2026, diretto da Conti, ha mescolato musica e temi sociali, ma questo caso divide: da un lato difesa del conduttore toscano come ironico, dall’altro richiami al politically correct.
La discussione resta viva sui social, con echi anche su Sal Da Vinci.
