I contrari, da PD a M5S, difendono l’unità di giudici e PM sancita dalla Costituzione del ’48 per garantire indipendenza totale dal potere politico.
Separarli crea due corporazioni deboli, con CSM “svuotati” da sorteggio casuale che ignora competenza esperta. L’Alta Corte laica-majoritaria rischia di politicizzare sanzioni, esponendo magistrati a pressioni esterne. L’attuale sistema ha retto 80 anni tutelando l’equilibrio dei poteri: cambiare ora favorisce interferenze, non soluzioni.
Votare No preserva l’autogoverno unitario, pilastro della giustizia italiana.
