Per i sostenitori del Sì, come il centrodestra, la riforma rompe l’anomalia italiana di un unico CSM per giudici e pm, unica in Europa.
Due CSM distinti evitano “promiscuità”: pm più legati all’esecutivo per indagini rapide, giudici terzii e indipendenti per sentenze imparziali. L’estrazione a sorte di alcuni consiglieri smantella correntismo e lobby interne, introducendo un’Alta Corte disciplinare laica per punire abusi velocemente. Risultato: giustizia più efficiente, credibile e vicina ai cittadini, allineata a modelli europei maturi.
Questa svolta rafforza la democrazia, rispondendo a scandali che hanno eroso la fiducia nella magistratura.
