Nell’ambito della recente scalata a Mediobanca, sono emersi sviluppi rilevanti con l’indagine coinvolgente figure di spicco come Francesco Gaetano Caltagirone, Alberto Milleri e Luigi Lovaglio.
La procura di Milano ha aperto un fascicolo per accertare eventuali irregolarità nella manovra finanziaria legata alla vendita di partecipazioni, in particolare per quella relativa al 15% di Monte dei Paschi di Siena ceduto a un gruppo di investitori tra cui Caltagirone e la famiglia Del Vecchio.
Si tratterebbe, secondo i colleghi di Corriere della Sera di Aggiotaggio e ostacolo a Consob e Bce.
Questa indagine giudiziaria aggiunge ulteriori incertezze al contesto già complesso delle manovre in Borsa su Mediobanca, con tensioni tra il management storico e i nuovi azionisti di peso, che includono anche il coinvolgimento diretto del governo italiano come azionista di Mps.
La situazione si presta a un vero e proprio “thriller finanziario” che potrebbe influenzare in modo significativo gli assetti di potere all’interno della banca d’affari milanese e nel panorama bancario italiano più ampio.
Contestualizzazione della scalata
La battaglia in corso tra le cordate è segnata da un tentativo di espansione e controllo della banca d’affari, con il gruppo Delfin guidato da Milleri e Caltagirone in prima linea.
L’operazione chiave riguarda lo scambio azionario che mira a recidere il legame tra Mediobanca e Generali, uno degli asset più ambiti. Il sostegno del governo italiano alla manovra, tramite il coinvolgimento di Mps, ha rappresentato un elemento decisivo per il successo parziale di questa strategia.
Tuttavia, le indagini sulla presunta vendita concertata di quote e le recenti difficoltà in assemblea evidenziano un quadro complesso e contraddittorio.
Implicazioni per il mercato e prospettive future
Le ripercussioni di questa vicenda sul mercato azionario e sul sistema bancario italiano potrebbero essere profonde. L’incertezza legata alle indagini giudiziarie potrebbe bloccare o rallentare decisioni strategiche, mentre dall’altra parte si cerca di consolidare posizioni per influenzare le prossime assemblee.
La partita su Mediobanca si intreccia con quella su Banca Generali e Generali, ampliando lo spettro degli interessi in gioco e rendendo questa scalata un caso emblematico delle dinamiche di potere nel settore finanziario italiano contemporaneo.
Cosa rischiano i risparmiatori italiani?
I risparmiatori italiani rischiano principalmente a causa dell’instabilità e delle tensioni generate dalla scalata a Mediobanca. I principali rischi sono:
- Possibile riduzione del valore delle azioni Mediobanca e collegate, con oscillazioni di mercato accentuate dovute all’incertezza sull’esito della scalata e sulle indagini in corso.
- Impatti negativi sull’attività di gestione del risparmio di Mediobanca, che potrebbe influire sulla performance dei fondi e prodotti bancari legati alla banca.
- Rischi derivanti dalla complessità e dai costi di questa guerra finanziaria, che potrebbe indebolire la stabilità patrimoniale e operativa del gruppo, con riflessi sui rendimenti per i risparmiatori.
- Incertezza sui futuri assetti di potere e governance, che potrebbero influenzare la strategia e la salute finanziaria di Mediobanca e delle sue partecipate come Generali.
In generale, la situazione di conflitto tra grandi investitori e l’indagine giudiziaria creano un clima di rischio che potrebbe tradursi in volatilità e possibili perdite per chi detiene azioni o strumenti finanziari legati a queste banche.
Fonti di Redazione:
- https://www.repubblica.it/economia/2025/11/27/news/scalata_mediobanca_indagati_caltagirone_milleri_e_lovaglio-425008342/?ref=RHLF-BG-P1-S1-T1-k245
- https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_novembre_27/caltagirone-milleri-e-lovaglio-indagati-per-la-scalata-di-montepaschi-a-mediobanca-aggiotaggio-e-ostacolo-a-consob-e-bce-7c096d37-f2d8-4b21-875c-a243c0369xlk.shtml




