Sono stati ufficializzati i bandi dell’ultima tornata concorsuale finanziata attraverso i fondi europei del PNRR, che mette in palio quasi sessantamila cattedre distribuite su tutti gli ordini scolastici.
Gli aspiranti docenti hanno una finestra temporale di circa venti giorni per inoltrare la propria candidatura: si parte dal pomeriggio del 10 ottobre e la scadenza è fissata per le ultime ore del 29 dello stesso mese, con procedura interamente telematica.
Come sono distribuiti i posti?
L’offerta complessiva supera le 58mila unità e si articola tra i diversi gradi d’istruzione: poco più della metà riguarda gli ordini superiori (oltre 30mila), mentre la restante parte è destinata ai livelli educativi iniziali. . L’amministrazione ha l’obbligo di definire le graduatorie definitive prima della conclusione del prossimo anno solare per garantire le immissioni in ruolo già dal settembre 2026.
Chi può candidarsi?
I requisiti variano a seconda del segmento scolastico. Per insegnare ai più piccoli serve il titolo universitario specifico in Scienze della Formazione oppure, per chi lo ha conseguito a cavallo del millennio, vale ancora il vecchio diploma magistrale con valore abilitante. Chi aspira alla docenza nelle scuole medie e superiori deve possedere l’abilitazione disciplinare oppure combinare laurea specialistica e esperienza triennale recente nel settore, con almeno un anno maturato nell’insegnamento della materia prescelta. L’accesso ai ruoli di sostegno è subordinato al conseguimento della specializzazione dedicata.
Il percorso selettivo
Il meccanismo di selezione si articola su più livelli. Inizialmente i candidati affrontano una batteria di cinquanta domande a scelta multipla al computer, che spaziano dalla teoria educativa alle competenze tecnologiche, includendo anche la verifica linguistica in inglese. Il tempo a disposizione è di un’ora e quaranta, con una soglia di sufficienza fissata a settanta centesimi. Solo i migliori, comunque non più di tre candidati per ogni posto vacante, accedono alla fase successiva: un colloquio che prevede anche la presentazione di una lezione simulata nella disciplina d’interesse. Il curriculum personale, sia accademico che lavorativo, può far guadagnare fino a metà del punteggio totale disponibile.

