Dopo l’annuncio della ripresa delle operazioni il 30 dicembre 2025, le ricerche del volo MH370 entrano ora in una nuova fase sistematica.
Ocean Infinity, società specializzata in indagini oceaniche complesse, ha schierato la nave Amada 8605 con tre veicoli sottomarini autonomi (AUV) per coprire le aree ad alta probabilità individuate dagli studi precedenti.
Le operazioni si stanno concentrando tra la cosiddetta Bley Marshan ditching zone e l’IG Yanelo Ulik crash zone, estendendo la ricerca a una fascia larga 20 miglia nautiche oltre il settimo arco, già parzialmente esplorata da Amada 7806 nel marzo 2025.
L’obiettivo è colmare le lacune lasciate dalle precedenti campagne e verificare eventuali punti di interesse rilevati, come confermato da Ocean Infinity.
Il primo ciclo di lanci degli AUV è servito proprio a completare aree rimaste non esplorate, mentre il secondo e il terzo ciclo continueranno il pattern sistematico. La nave dispone inoltre di due veicoli sottomarini telecomandati (ROV) pronti a intervenire in caso di rilevamento di detriti significativi.
Condizioni operative favorevoli per la ricerca del relitto
Secondo gli ultimi aggiornamenti, le condizioni meteo nell’area di ricerca sono ottimali: temperatura di 20°C, vento moderato da nord-ovest a 19 nodi e altezza d’onda di 2,2 metri. Storicamente, il periodo tra dicembre e marzo offre la finestra migliore per operare nel Southern Indian Ocean, mentre i tentativi fuori da questa finestra, come nel 2018, hanno subito rallentamenti dovuti al peggioramento delle condizioni marine.
Tecnologie impiegate nella ricerca del relitto del volo MH370
Gli AUV sono equipaggiati con sonar Hugan 6000 Highass 1032, in grado di scansionare fino a 1,82 km in modalità ampia e fino a 1.000 m nella modalità ad alta precisione. La nave Amada 8605, lunga 86 metri, può mantenere la posizione con un margine di errore di appena 1 metro grazie al sistema di posizionamento dinamico MTDP2, essenziale per lanci precisi dei ROV.
In caso di rilevamento di detriti, il passaggio dalla scansione ampia alla modalità di identificazione ad alta definizione permette di acquisire immagini dettagliate e informazioni utili per confermare la presenza di parti dell’aereo.
Probabilità di recupero delle scatole nere del volo MH370
Uno degli aspetti più discussi riguarda la possibilità di recuperare il Flight Data Recorder (FDR) e il Cockpit Voice Recorder (CVR), anche a 11 anni dal disastro. La chiave è l’integrità ermetica del Crash Survivable Memory Unit (CSMU). Esperienze precedenti, come il recupero dei registratori di Air France 447 a quasi due anni di distanza e a profondità simili, suggeriscono che una lettura completa dei dati sia tecnicamente possibile, a condizione che la custodia non sia compromessa.
Limiti e sfide
I principali fattori che possono ostacolare il successo della ricerca includono:
- Condizioni meteo e maree: venti forti e onde elevate limitano la sicurezza delle operazioni.
- Rilievo del fondale e terreno accidentato: oggetti parzialmente sepolti o zone rocciose possono rendere difficile il rilevamento sonar.
- Copertura limitata: tre AUV in 55 giorni coprono solo una porzione della vasta area stimata di 230.000 km² già indagata.
- Interferenze ambientali: sedimenti, correnti e variazioni di profondità influenzano la qualità dei dati.
Prospettive della missione in corso
Il periodo operativo stimato è di 67 giorni, considerando un rifornimento portuale intermedio, e le ricerche potrebbero estendersi fino alla fine di marzo 2026. Anche se l’aereo non dovesse essere localizzato, la ricerca potrebbe essere considerata parzialmente riuscita se riuscisse a chiarire zone di interesse e a confermare o escludere possibili siti di detriti.
Il pattern operativo attuale suggerisce un approccio più mirato rispetto alle precedenti campagne: cicli sistematici di AUV con verifica di anomalie già rilevate, combinando rigore procedurale e attenzione ai punti di interesse emergenti.
La ripresa delle ricerche del MH370 rappresenta un’operazione di alta precisione tecnologica, condotta in condizioni ambientali estreme.
Ocean Infinity continua a fornire aggiornamenti quotidiani, monitorando ogni sviluppo e concentrandosi su una ricerca metodica, con l’obiettivo di portare chiarezza su uno dei più grandi misteri dell’aviazione moderna.


