Si concluderà stasera la 27ª giornata di serie A con le sfide Pisa-Bologna e Udinese-Fiorentina, due match-chiave per la lotta salvezza. Tante emozioni nei match delle big, diamo quindi un’occhiata all’andamento delle partite principali della giornata.
Inter-Genoa 2-0
Tutto facile per l’Inter, che ha piegato per 2-0 il Genoa, imponendo una legge semplicissima: quella del più forte. I nerazzurri sono passati col solito Dimarco, che quest’anno sta facendo registrare numeri da attaccante, e hanno chiuso il discorso con un rigore di Calhanoglu.
L’Inter mantiene i 10 punti di vantaggio sui cugini del Milan e prosegue indisturbata la marcia verso lo scudetto, che si tinge sempre più di nerazzurro. Un ko già messo in preventivo dal Genoa, che dovrà conquistare altrove i punti per salvarsi.
Cremonese-Milan 0-2
Con lo stesso risultato ha vinto il Milan a Cremona, ma l’andamento della partita è stato completamente diverso. Il match è stato tutto sommato equilibrato, nonostante un certo dominio territoriale milanista. La Cremonese ha tenuto botta e, anzi, ha addirittura rischiato di andare avanti.
Ci ha pensato Pavlovic, su azione di calcio d’angolo, a trovare la rete al 90′ che ha salvato il Milan. Pochi minuti dopo in contropiede, con la Cremonese a caccia del disperato pareggio, Leao ha chiuso la partita segnando lo 0-2, consolidando il secondo posto degli uomini di Allegri.
Verona-Napoli 1-2
Ancora più “drammatica”, sportivamente parlando, la partita tra Verona e Napoli. I partenopei sono partiti subito forte, andando in vantaggio con Hojlund dopo appena due minuti. Il Napoli poi si è seduto e il Verona ha iniziato a crederci, trovando la rete del pari con Akpa Akpro.
Gli azzurri si sono catapultati in attacco, ma senza creare granché. Nel finale la mossa della disperazione di Conte: dentro Lukaku con Hojlund e attacco azzurro con la doppia torre. Ebbene, proprio sull’ultimo cross il belga si è avventato sul pallone e con un sinistro centrale ma potente ha battuto Montipò, regalando tre punti d’oro ai suoi.
Un gol che va oltre l’aspetto sportivo, ma abbraccia anche quello umano. Dopo la rete infatti, nell’intervista post-partita Lukaku si è sciolto in un pianto commosso, ricordando il padre volato in cielo poco tempo fa. Un bel momento di sport che ci ha ricordato che il calcio, a dispetto di tecnologia, algoritmi e protocolli, è ancora sinonimo di emozioni vere.
Roma-Juventus 3-3
La partita più attesa della giornata era Roma-Juventus, che si è rivelata essere anche la più spettacolare. Un vero spareggio Champions, quindi i punti valevano doppio in questa sfida.
L’avvio è stato piuttosto equilibrato, con le due squadre a fronteggiarsi senza troppi tatticismi. Il match lo ha sbloccato la Roma con Wesley, autore di un gol capolavoro a giro che ha mandato in visibilio l’Olimpico. La Juve ha reagito e ha trovato il pari con un altro gol-capolavoro firmato Conceicao.
Nella ripresa però la Roma ha accelerato, ha messo la freccia e sorpassato di nuovo la Juve: prima N’Dicka, poi Malen, hanno segnato il 2-1 e il 3-1. Un “uno-due” mortifero, che ha fatto barcollare la Juventus, ma senza mandarla al tappeto.
La Vecchia Signora infatti ha reagito e ha accorciato prima con Boga (ottimo innesto del mercato di gennaio) e poi, a tempo scaduto, ha trovato il pari con Gatti. Per come si erano messe le cose, un punto d’oro per la banda di Spalletti che resta agganciata al treno Champions, mentre la Roma non può fare altro che recriminare per aver gettato alle ortiche tre punti pesantissimi contro una diretta rivale.
