Il 2026 si profila come un anno imperdibile per gli amanti dell’arte in Italia, con un calendario di mostre che intreccia retrospettive monumentali, avanguardie contemporanee e gemme nascoste in città meno battute, perfetto per un pubblico maschile attento a stile, cultura e destinazioni esclusive.
Partendo dalla guida “Must to See” di Iconmagazine, che illumina eventi come Rothko a Firenze e Hatoum a Milano, emergono ulteriori esposizioni da Nord a Sud, ideali per weekend culturali con un tocco di raffinatezza urbana.
Firenze: Rothko e il Rinascimento
Dal 14 marzo al 27 luglio, Palazzo Strozzi, il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana ospitano la più grande retrospettiva italiana su Mark Rothko, con dipinti diafani dagli anni ’30 al ’70, molti inediti in Italia, in dialogo con affreschi di Beato Angelico e il vestibolo michelangiolesco.
Il minimalismo astratto dell’americano invita a un’esperienza introspettiva, tra prestiti da MoMA e collezioni private, per chi cerca profondità emotiva oltre il caos quotidiano.
Firenze, culla del Rinascimento, si presta a itinerari enogastronomici tra Chianti e atelier di moda.
Milano: Metafisica e Contemporaneo
Milano domina con Metafisica/Metafisiche (28 gennaio-21 giugno) in quattro sedi – Palazzo Reale, Museo del Novecento, Grande Brera e Gallerie d’Italia – legata ai Giochi Olimpici invernali, opponendo De Chirico, Morandi e Carrà a Dalí, Magritte e icone come Armani e Paolo Sorrentino.
Alla Fondazione Prada (29 gennaio-9 novembre), Mona Hatoum trasforma la Cisterna in un labirinto di installazioni su ragnatela, mappa e griglia, esplorando instabilità e precarietà con echi surrealisti.
Pirelli HangarBicocca replica con quattro atti: Benni Bosetto immersivo, Rirkrit Tiravanija relazionale a marzo, Aki Sasamoto su connessioni a settembre e retrospettiva su Luciano Fabro dell’Arte Povera.
Venezia: Pinault e Biennale
Dal 29 marzo, Palazzo Grassi – Punta della Dogana accende con Michael Armitage (150 opere cromatiche), Lorna Simpson (50 lavori inediti), Amar Kanwar e Paulo Nazareth, un quartetto che fonde pittura africana e identity politics.
La 61ª Biennale di Venezia (9 maggio-22 novembre), su “In Minor Keys” di Koyo Kouoh, slowdown tra Giardini e Arsenale per resilienza quotidiana.
“Canicola” alla Fondazione In Between Art Film (dal 6 maggio) aggiunge video site-specific di Abu Hamdan e Rafa su caldo torrido e illusioni visive.
Torino e Nord: Marisa Merz e Oltre
Torino celebra il centenario di Marisa Merz (29 ottobre 2026-4 aprile 2027) al Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM, ricostruendo installazioni Arte Povera femminili come “E il naufragar m’è dolce in questo mare”.
A Bergamo, Accademia Carrara esplora “Tarocchi” (27 febbraio-2 giugno) con mazzi rinascimentali e simboli esoterici.
Brescia offre “Liberty” a Palazzo Martinengo (24 gennaio-14 giugno), arredi floreali e manifesti moderni.
Centro-Sud: Analitica, Barocco e Futurismo
Urbino, culla del Rinascimento italiano, ospita fino al 25 gennaio 2026 una mostra imperdibile che unisce il genio barocco di Rembrandt van Rijn al maestro della pittura analitica italiana Riccardo Guarneri.
Forlì dedica “Barocco” (21 febbraio-28 giugno) al San Domenico, con teatro seicentesco emiliano.
Roma contrappone “Bernini e i Barberini” a Palazzo Barberini (12 febbraio-14 giugno) con sculture barocche.
Cortona onora “Severini e gli altri” (20 giugno-4 ottobre) al MAEC, futurismo toscano nel 60º della morte.
Queste mostre fondono heritage e avanguardia, da integrare con design milanese, vini piemontesi o fughe veneziane: prenotate VIP per un 2026 da vero intenditore.






