Regime Forfettario 2026, limiti invariati, ma più complicazioni fiscali (tabella comparativa)

Il regime forfettario per il 2026 introduce nuove complicazioni fiscali che impattano partite IVA e piccoli imprenditori

Il regime forfettario per il 2026 introduce nuove complicazioni fiscali che impattano partite IVA e piccoli imprenditori, confermando limiti stringenti, ma prorogando alcune agevolazioni dalla manovra 2025.

Per i professionisti e le imprese individuali, queste regole richiedono una pianificazione attenta per evitare esclusioni automatiche.​

Regime Forfettario 2026, Novità e Cambiamenti Principali

La Legge di Bilancio 2026 mantiene il tetto ricavi a 85.000 euro annui, senza aumenti nonostante le pressioni per allinearsi alla direttiva UE, e proroga il limite di 35.000 euro per redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti l’anno precedente.

Nuovi coefficienti di redditività, in arrivo con Decreto 81/2025, adegueranno i calcoli al codice Ateco 2025, mentre persistono divieti come l’adesione al concordato previdenziale biennale e versamenti IVA reverse charge trimestrali. Queste misure complicano la gestione per autonomi che cumulano redditi da dipendente, rischiando decadenza immediata oltre certe soglie.​

Tabella Prima e Dopo: Principali Differenze del Regime Forfettario

Le regole base rimangono stabili dal 2025, ma ecco un confronto tra forfettario pre-2025 e 2026 su limiti chiave e esclusioni.​

AspettoPrima (pre-2025)Dopo (2026)​
Limite ricavi annui85.000 €85.000 € (no aumento, decadenza oltre 100.000 € immediata) ​
Reddito da dipendente30.000 € lordi35.000 € lordi (prorogato)​
Spese per lavoro altrui20.000 € lordi annui20.000 € lordi annui​
Residenza esteraGeneralmente esclusaConsentita UE/SEE con 75% reddito in Italia​
Imposta sostitutiva5%/15%5%/15% (no cambiamenti)​
Reverse charge IVAMensileTrimestrale (maggio, agosto, novembre, febbraio)​

Impatti sul Business e Lavoro

Queste novità colpiscono duramente freelance, consulenti e piccoli imprenditori che operano in settori come consulenza, design o servizi digitali, comuni tra i lettori di MondoUomo.it.

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Superare i 85.000 euro di ricavi porta a regime ordinario dal gennaio successivo, con IRPEF scaglionata, IVA e adempimenti complessi, gonfiando costi fino al 40-50% in più. Il limite dipendente a 35.000 euro aiuta chi passa da lavoro subordinato all’autonomo, ma esclude chi fattura prevalentemente a ex datori (oltre 50%) o ha partecipazioni societarie. P

Per artigiani e commercianti, contributi fissi (circa 4.500 € annui) più riduzione 35% restano, ma senza nuove agevolazioni startup.​

Strategie per Rimanere nel Forfettario

Monitora ricavi incassati (non emessi) e spese lavoro sotto 20.000 €, usando software per proiezioni annuali. Pianifica cessioni beni strumentali sotto soglia e diversifica clienti per evitare dipendenza da ex datori.

Professionisti con cassa specifica verifichino regole proprie; per Gestione Separata INPS, aliquota 26,07% su imponibile (ricavi x coefficiente redditività). Consulta commercialista per simulazioni: con 60.000 € ricavi e coeff. 40%, imposta sostitutiva 5% è solo 1.200 € più contributi deducibili. Fatturazione elettronica obbligatoria dal 2024, con bollo 2 € oltre 77,47 € trimestrale.​

Prospettive per Imprenditori Uomini

Nel contesto business italiano, questi paletti frenano scalabilità per uomini under 40 in tech, automotive o fitness coaching, spingendo a società o export cauto. La conferma 35.000 € dipendente favorisce side-hustle, ma complicazioni reverse charge penalizzano import. L’impatto? Più burocrazia, meno margini netti (15-20% tassazione vs 40% ordinario), urgenza di ottimizzazione SEO e networking per crescita sotto soglia. Per 2026, focus su efficienza: il forfettario resta oro per startup, ma richiede vigilanza costante.​


Fonte di Redazione: https://flextax.it/regime-forfettario-2026/


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