Napoli si stringe al piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo al centro di una vicenda medica drammatica che ha scosso l’Italia.
Ricoverato all’ospedale Monaldi dal 23 dicembre 2025 per un trapianto di cuore fallito con un organo “bruciato”, il piccolo non ha più speranze di recupero secondo gli esperti.
Il calvario del piccolo Domenico
Domenico soffriva di cardiopatia dilatativa grave e fu operato d’urgenza con un cuore lesionato proveniente da Bolzano, l’unica opzione disponibile. Nonostante 57 giorni di cure intensive con Ecmo e coma farmacologico, tolta la sedazione non si è svegliato, con il cervello compromesso. Un secondo trapianto, possibile il 17 febbraio, fu negato per la prognosi infausta.
Da cure aggressive a palliative
I familiari, con l’avvocato Francesco Petruzzi, hanno invocato la Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC, art. 5 Legge 219/2017), accettata dal Monaldi. Da venerdì 20 febbraio, focus su antidolorifici e alleviamento sofferenze, non eutanasia né accanimento terapeutico. La mamma Patrizia, in lacrime a “Diritto e Rovescio” su Rete 4, ha giurato: “Non lo lascio, con lui fino alla fine”.
Indagini e risonanza nazionale
Sei medici indagati dalla Procura di Napoli; Regione Campania e Ministero Salute hanno inviato ispettori, con una relazione di 290 pagine. Il governatore Roberto Fico ha portato scuse personali alla famiglia. Una storia di dolore che solleva domande su protocolli trapianti e cure pediatriche.



