La terza serata del Festival di Sanremo 2026 ha chiuso un altro capitolo intenso di questa edizione.
Il Teatro Ariston ha accolto una scaletta ricca, con esibizioni solide, momenti emotivi forti, ospiti di livello e una grande attenzione allo stile. Una serata che ha unito spettacolo, racconto umano e musica dal vivo, offrendo al pubblico un flusso continuo di emozioni.
Una scaletta fluida e senza cali
La conduzione ha mantenuto un ritmo costante. Ogni segmento ha trovato spazio senza forzature. I cantanti in gara hanno mostrato maggiore sicurezza rispetto alle prime serate, con interpretazioni più mature e controllate.
Le esibizioni hanno confermato il valore di un cast eterogeneo, capace di unire generi diversi, linguaggi musicali lontani e stili vocali opposti. Il risultato è stato un racconto musicale completo, capace di parlare a pubblici diversi.
Il pubblico in sala ha risposto con attenzione, premiando le performance più autentiche. Anche da casa, la percezione è stata quella di una serata equilibrata, costruita per accompagnare lo spettatore senza affaticarlo.
Nuove Proposte: vince Nicolò Filippucci
Il momento dedicato alle Nuove Proposte ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della serata. La vittoria è andata a Nicolò Filippucci, che ha convinto anche noi per qualità vocale, presenza scenica e coerenza artistica.
Il premio alla carriera a Mogol: omaggio a una storia che vive ancora
Uno dei momenti più toccanti è stato il premio alla carriera a Mogol. Un tributo a una figura che ha scritto pagine decisive della musica italiana. Sul palco, l’omaggio si è trasformato in un racconto corale, con brani che hanno segnato intere generazioni.
La partecipazione di Lariston ha reso il momento ancora più intenso, creando un dialogo tra passato e presente. Il pubblico ha risposto con un lungo applauso, segno di un rispetto che va oltre la celebrazione formale.
Questo passaggio ha ricordato quanto la scrittura, la parola e la melodia restino elementi centrali nella costruzione di una canzone che dura nel tempo.
L’emozione di Eros Ramazzotti e Alicia Keys: un incontro che resta
Tra gli ospiti più attesi, la presenza di Eros Ramazzotti e Alicia Keys ha regalato uno dei momenti più forti della serata. La loro esibizione ha unito due mondi musicali diversi, trovando un equilibrio naturale.
Eros si è mostrato visibilmente emozionato. Il pubblico ha percepito la sincerità di questo incontro, che non ha avuto il tono dell’evento costruito, ma quello dell’abbraccio musicale autentico.
La loro interpretazione ha portato sul palco una dimensione internazionale, confermando il ruolo di Sanremo come vetrina capace di parlare oltre i confini italiani.
Look e stile: l’eleganza come linguaggio narrativo
La terza serata ha confermato l’attenzione per lo stile. Gli outfit hanno seguito una linea precisa, fatta di eleganza, identità e ricerca.
Gli artisti hanno scelto abiti capaci di rafforzare il messaggio musicale. Tagli sartoriali, tessuti pregiati e colori calibrati hanno costruito un racconto visivo coerente. Il palco dell’Ariston si è trasformato in una passerella misurata, dove ogni dettaglio ha avuto un senso.
Lo stile non ha mai sovrastato la musica. Al contrario, ha accompagnato le esibizioni con discrezione, rafforzando la personalità di ogni interprete.
Una serata che rafforza l’identità di Sanremo 2026
La terza serata del Festival di Sanremo 2026 ha mostrato una direzione chiara: qualità musicale, attenzione ai contenuti e rispetto per la storia.
Il racconto si muove tra nuove voci e grandi nomi, tra sperimentazione e tradizione. Questa combinazione costruisce un equilibrio che tiene alta l’attenzione del pubblico e mantiene centrale il valore della canzone.
Sanremo resta un luogo dove la musica trova spazio reale. Dove l’emozione non viene forzata. Dove il tempo televisivo diventa racconto condiviso.
Cosa lascia questa terza serata
- Conferma del valore delle Nuove Proposte
- Un omaggio sentito a Mogol
- Un momento internazionale con Eros Ramazzotti e Alicia Keys
- Uno stile curato, coerente, elegante
- Un ritmo televisivo efficace
La sensazione finale è quella di un Festival che sa ancora parlare alle persone, senza perdere il legame con la propria identità.
La strada verso la finale entra ora nella sua fase più intensa. Le storie iniziano a prendere forma. Le canzoni iniziano a restare in testa. Il pubblico inizia a scegliere.
E Sanremo, ancora una volta, resta il centro del racconto musicale italiano.
