C’è chi insegue le tendenze e chi le interpreta a modo suo.
Doria appartiene alla seconda categoria, e la collezione primavera-estate 2026 lo conferma con la consueta, elegante ostinazione.
Il fil rouge è l’anima rock — quella vera, senza fronzoli — che attraversa ogni forma e ogni colore. I rossi accesi e i grigi temporale bucano il bianco e il nero, mentre lo sguardo si sposta verso gli anni ’90: linee nette, attitudine irriverente, zero compromessi. Ma poi arrivano anche gli anni ’70, con quel cuore hippy e boho che in qualche modo convive con la struttura, perché Doria è anche questo: la capacità di tenere insieme gli opposti.
Il classico destrutturato — marchio di fabbrica del brand da sempre — torna a farsi notare in cappelli elastici e morbidi che rifiutano il rigore formale senza perdere identità .
Nuovi baseball e coppole dialogano con i fedora dalle ali rialzate, i fedora Sabino e il nuovo Dante: una conversazione tra decenni che solo chi ha storia da raccontare può permettersi.
I materiali parlano chiaro: paglie pregiate, papier leggeri, fibre naturali con intrecci fantasia e trattamenti lavati.
E per chi si trova sotto un acquazzone estivo, arriva la linea Raindrops in materiale tecnico, color Oxygen Green, leggerissima e pratica senza rinunciare all’estetica.
La campagna fotografica è stata scattata tra le “Cattedrali dell’Arte”, uno spazio dedicato alla memoria del giornalista e scrittore Massimo Cotto: musica, letteratura, cinema in una sinestesia potente. Un contesto che non poteva essere più azzeccato per una collezione che, in fondo, parla la stessa lingua.






