L’Italia del calcio è di nuovo fuori dai Mondiali 2026, eliminata ai calci di rigore dalla Bosnia in un playoff drammatico a Zenica, la terza esclusione consecutiva che segna una crisi profonda.
Un gol iniziale di Moise Kean aveva illuso gli azzurri, ma l’espulsione di Bastoni e gli errori dal dischetto di Esposito e Cristante hanno spezzato il sogno.
Il dramma della partita
La Bosnia ha ribaltato il vantaggio italiano al 79′ con Tabakovic, approfittando della superiorità numerica dopo il rosso a Bastoni al 41′ per un fallo su Memic. Gattuso, con il suo 3-5-2 confermato, ha visto la squadra creare occasioni nonostante l’inferiorità, ma la lotteria dei rigori ha premiato i padroni di casa festeggiati da 8.000 tifosi. Una sconfitta che evoca fantasmi storici, come la prima sfida del 1996 finita male.
Rabbia e delusione social
I tifosi azzurri hanno invaso i social con frustrazione e amarezza, definendo l’eliminazione un “fallimento totale” e un simbolo di crisi identitaria. Commenti duri su Gattuso e la FIGC, con richieste di cambiamenti radicali, mentre il Ct in lacrime ha chiesto scusa definendola una “mazzata enorme”. Il rapporto tra Nazionale e appassionati è al minimo storico.
Le responsabilità e Gattuso
Gennaro Gattuso, meno colpevole nei playoff secondo alcuni, ha dribblato domande sul futuro alla vigilia, promettendo di assumersi responsabilità post-partita. La FIGC di Gravina è chiamata a una rifondazione: settori giovanili, infrastrutture e rapporto club-federazione sono i nodi da sciogliere.
Terza apocalisse Mondiale consecutiva, con 48 squadre al torneo che vedono entrare nazioni come Capo Verde ma non l’Italia a quattro titoli.
Punti di forza residui
Non tutto è perso: Kean ha mostrato lampi di classe, e la rosa ha giovani talenti emergenti negli stage Under come quelli convocati da Bollini per l’U19. Il calcio italiano vanta ancora Serie A competitiva ed una base di talenti da valorizzare, nonostante il ranking UEFA penalizzante.
Da dove ripartire?
Bisogna investire sui vivai e riforme strutturali, come la bozza FIGC per stabilizzare Serie C e ridurre retrocessioni/ripescaggi. Puntare su under 21 e 19 per ricostruire identità, con un Ct che infonda grinta; i social chiedono una rifondazione profonda per non restare “di secondo piano”. Il futuro passa da Novarello e stadi, non solo da nomi blasonati: l’Italia deve tornare protagonista.




