Alla scoperta delle arti marziali: quali sono le più praticate in Italia
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Le arti marziali rappresentano un perfetto connubio tra mente e corpo: il controllo del proprio corpo, l’autocontrollo, il combattimento e forza fisica sono infatti i punti cardine di queste discipline.
Le discipline sono veramente tantissime e si dividono per categorie. Ci sono le arti marziali per autodifesa come il Karate, quelle di offesa Muay Thai, o ancora quelle di applicazioni militari come il Krav maga e la competizione sportiva come la lotta libera. Esistono poi discipline per lo sviluppo del fisico, della mente e dello spirito o quelle per intrattenimento e conservazione del patrimonio culturale immateriale di una nazione.
Tra queste poi ci sono altre divisioni per combattimenti. Ci sono quelle che prediligono l’uso dei pugni piuttosto che i calci come la Boxe o il Wing Chun o quelle che prediligono maggiormente la forza dei calci come la capoeira o il Taekwondo. Ci sono anche invece quelle in cui si applicano le prese corpo a copro come Judo e Jujitsu e infine quelle che prevedono l’uso delle armi come il Kendo.
Tutte queste discipline però non possono essere usate per offendere il prossimo. Le arti marziali possono infatti essere usate per l’attività sportiva, per migliorare se stessi o per autodifesa. Bisogna però sfatare un mito. Sono in tanti a credere che gli atleti delle arti marziali più svariate, dal Kung Fu all’Aikido, siano considerati armi bianche e cioè che sono vincolati giuridicamente a non usare la forza al di fuori delle attività sportive. In realtà non c’è nessun rischio giuridico perché per quanto un atleta possa essere un esperto di Judo non può essere considerato in alcun modo una cosiddetta arma bianca.
Arti marziali più praticate in Italia.
Il nostro paese è avvezzo alle arti marziali. A dimostrazione di questa tesi sono i tanti, buonissimi risultati, dei nostri atleti, dalla Boxe alla lotta greco romana, in campo europeo e mondiale.
Il Karate è in assoluto una delle arti marziali più praticate al mondo, ed anche in Italia. Ha origine giapponese e si fonda su tecniche sviluppate senza l’uso di armi. In modo specifico, si basa su colpi di pugno e calcio e da tecniche di bloccaggio. In questa disciplina viene dato molto valore alla condizione fisica del praticante. L’atleta deve essere agile, forte e dotato di grande condizione aerobica. Al contrario di quanto ci si pensi, il Karate è una delle arti marziali che più avvicina il corpo e la mente. Le pratiche di rompere mattoni con la forza delle mani o dei piedi, come si vede in Tv, sono sempre meno utilizzate. Molto più spazio si da invece alla presa di coscienza dei propri mezzi e dunque all’autocontrollo. Si affinano anche i movimenti e si tiene conto di una corretta postura.
Altra arte marziale molto praticata in Italia è il Judo. Insieme al Karate è lo sport da combattimento più frequentato dai più piccoli. Anch’essa è di origine giapponese e si basa un codice morale basato sull’educazione, il coraggio, la sincerità, l’onore, la modestia, il rispetto, il controllo di sé e l’amicizia. Rispetto al Karate, il Judo richiede un combattimento corpo a corpo più ravvicinato. Nel Karate infatti si tende ad estendere al massimo il braccio o la gamba per arrivare a colpire l’avversario da una posizione favorevole. I judoka invece hanno l’obiettivo di mettere al tappeto gli avversari con delle proiezioni tecniche.
La terza ed ultima, tra le arti marziali più praticate in Italia c’è il Jujitsu (nome originale Jujutsu). Anche questa ha i suoi natali in Giappone e si basa su principi di autodifesa. Di fatti, le varie tecniche vanno applicate proprio sull’attacco avversario subito, quasi come fosse un colpo inaspettato. Cogliere di sorpresa il nemico è fondamentale in questa disciplina e per farlo c’è bisogno di tanto allenamento in particolar modo sulla flessibilità e sulla cedevolezza. Il termine deriva infatti da Ju cioè flessibile, morbido e jutsu che significa tecnica, arte e pratica.

Boxe e Muay Thai.
Menzioni speciali per altre due arti marziali, la Boxe, o pugilato che dir si voglia, e la Muay Thay. Rispetto ai tre sport precedentemente elencati, questi si basano su un alto tasso di aggressività, non di meno però è presente un incredibile livello spirituale e mentale.
Il pugilato italiano in particolare, è una delle migliori scuole europee. Di fatti il Belpaese ha vinto tante medaglie olimpiche, e non solo, con alcuni degli atleti più temuti al mondo, a partire dal grande Primo Carnera. La Boxe è spesso praticata anche da persone che hanno bisogno di una valvola di sfogo. L’allenamento con i sacchi permette di colpire con tutta la forza possibile e quindi rilasciare l’energia negativa.
Per quanto riguarda la Muay Thay, è uno sport in incredibile ascesa. Come suggerisce il nome, quest’arte marziale deriva dalla Thailandia ma è sempre più seguita anche in occidente, in particolar modo in Italia. Di fatti questa disciplina è praticata da 300 mila atleti provenienti da 90 paesi. Tra questi ci sono 10 mila italiani. Si tratta di uno sport abbastanza aggressivo che fa leva soprattutto su gomiti e ginocchia.
