Il Discorso Della Prima Benedizione “Urbi et Orbi”: cosa ha detto Papa Leone XIV ?

Il Discorso Della Prima Benedizione “Urbi et Orbi”: cosa ha detto Papa Leone XIV
Credits: Vatican Media Live

Il discorso della prima benedizione Urbi et Orbi di Papa Leone XIV, pronunciata subito dopo la sua elezione e il tradizionale annuncio dall’omonima loggia di Piazza San Pietro, ha rappresentato il primo segno pubblico del suo pontificato.

Nel suo messaggio, Papa Leone XIV ha innanzitutto rivolto un augurio di pace universale e di benedizione a Roma e al mondo intero, sottolineando l’importanza della riconciliazione e della speranza in un momento storico segnato da tensioni e conflitti.

Ha espresso un appello alla comunità internazionale affinché si impegni concretamente per la pace, richiamando la necessità di superare divisioni e di lavorare insieme per il bene comune.

Il nuovo Pontefice ha inoltre evidenziato il valore della fede come forza capace di sostenere l’umanità nelle sfide contemporanee, invitando i fedeli a rinnovare la loro fiducia in Dio e a vivere con carità e solidarietà verso i più bisognosi.

Ha richiamato l’attenzione sulla missione della Chiesa di essere vicina alle periferie esistenziali e geografiche, confermando la continuità con l’impegno pastorale dei suoi predecessori.

Il discorso di Papa Leone XIV nella benedizione Urbi et Orbi ha avuto un tono di speranza, unità e responsabilità condivisa, ponendo al centro la pace, la fede e la carità come pilastri fondamentali del suo pontificato nascente.

Ecco il discorso completo di Papa Leone XIV

«Fratelli e sorelle carissimi, questo è il primo saluto del Cristo risorto, il Buon Pastore, che ha dato la vita per il gregge di Dio. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie. A tutte le persone, ovunque siano, a tutti i popoli, a tutta la terra, la pace sia con voi. Questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio. Dio che ci ama a tutti, incondizionatamente.

Ancora conserviamo nei nostri orecchi quella voce debole, ma sempre coraggiosa, di Papa Francesco, che benediva Roma. Il Papa che benediva Roma dava la sua benedizione al mondo, al mondo intero, quella mattina del giorno di Pasqua. Consentitemi di dar seguito a quella stessa benedizione. Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti e il male non prevarrà. Siamo tutti nelle mani di Dio.

Pertanto, senza paura, uniti, mano nella mano con Dio e tra di noi, andiamo avanti. Siamo discepoli di Cristo. Cristo ci precede. Il mondo ha bisogno della sua luce. L’umanità necessita di lui come il ponte per essere raggiunta da Dio e dal suo amore. Aiutateci anche voi, poi gli uni gli altri, a costruire i ponti, con il dialogo, con l’incontro, unendoci tutti per essere un solo popolo sempre in pace. Grazie a Papa Francesco.

Voglio ringraziare anche tutti i confratelli cardinali che hanno scelto me per essere successore di Pietro e camminare insieme a voi come Chiesa unita, cercando sempre la pace, la giustizia, cercando sempre di lavorare come uomini e donne fedeli a Gesù Cristo, senza paura, per proclamare il Vangelo, per essere missionari.

Sono un figlio di Sant’Agostino, agostiniano, che ha detto “con voi sono cristiano e per voi Vescovo”. In questo senso possiamo tutti camminare insieme verso quella patria la quale Dio ci ha preparato.

Alla Chiesa di Roma, un saluto speciale. Dobbiamo cercare insieme come essere una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce i ponti, il dialogo, sempre aperta a ricevere, come questa piazza con le braccia aperte, tutti, tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, la nostra presenza, il dialogo, l’amore.

E se mi permettete anche una parola, un saluto a tutti, ma in modo particolare ai miei amici della diocesi di Chiclayo, in Perù, dove un popolo fedele ha accompagnato il suo vescovo, ha condiviso la sua fede, e ha dato tanto, tanto per continuare a essere una Chiesa fedele a Gesù Cristo.

A tutti voi, fratelli e sorelle di Roma, d’Italia, di tutto il mondo, vogliamo essere una Chiesa sinodale, una Chiesa che cammina, una Chiesa che cerca sempre la pace, cerca sempre la carità, cerca sempre di essere vicino specialmente a coloro che soffrono.

Oggi è il giorno della supplica alla Madonna di Pompei. Nostra madre Maria vuole sempre camminare con noi, stare vicino, aiutarci con la sua intercessione e il suo amore. Allora vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo insieme per questa nuova missione, però per tutta la Chiesa, per la pace nel mondo, e chiediamo questa grazia speciale di Maria, nostra madre.

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori. Adesso è l’ora della nostra morte. Amen.

Leggi anche:  Le Reazioni del Mondo all'Elezione di Papa Leone XIV: dalla Politica alla Società Civile.

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