Uragano Erin: la tempesta che ha colpito gli Usa si sposta verso l’Europa, ma per l’Italia solo caldo intenso
mentre Erin continua a rappresentare una minaccia importante per le coste americane e le regioni atlantiche europee, in Italia il rischio diretto legato a questo ciclone è esclusivamente legato al caldo estremo, un altro segnale dei cambiamenti climatici in atto che influenzano anche il nostro clima mediterraneo.
L’uragano Erin ha causato gravi danni lungo la East Coast degli Stati Uniti, in particolare in Carolina del Nord, dove forti mareggiate e allagamenti hanno colpito case e strade.
Onde alte fino a 4,5 metri hanno costretto le autorità a chiudere le spiagge da New York fino alla Carolina del Nord, con evacuazioni obbligatorie in alcune isole fragili come Hatteras e Ocracoke. Attualmente Erin è un uragano di categoria 2 con venti che raggiungono i 161 km/h, ma i meteorologi avvertono che potrebbe riprendere forza prima di spostarsi verso l’Atlantico settentrionale.
Il riscaldamento degli oceani e il cambiamento climatico continuano a favorire l’intensificarsi di questi cicloni, con crescenti rischi per le comunità costiere americane. In Nord Carolina è stato dichiarato lo stato di emergenza per fronteggiare le ondate di piena e proteggere le barriere sabbiose ormai molto vulnerabili all’erosione.
Per quanto riguarda l’Europa, l’uragano Erin perderà progressivamente potenza attraversando le acque più fredde dell’Atlantico, ma i suoi effetti non saranno privi di conseguenze.
In particolare, entro la fine di agosto il ciclone raggiungerà Irlanda, Galles e successivamente la Francia occidentale e la Penisola Iberica, portando forti piogge e venti intensi.
Per l’Italia, tuttavia, l’arrivo dell’ex uragano si tradurrà in un quadro meteorologico ben diverso.
La perturbazione favorirà infatti la risalita di masse d’aria calda subtropicale dal Nord Africa, determinando una nuova fiammata di caldo torrido con temperature che potrebbero superare i 36-38 gradi, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud e sulle grandi isole come Sicilia e Sardegna. Per i nostri territori non sono quindi attese piogge o tempeste, ma un intenso periodo di afa che potrebbe prolungarsi fino all’inizio di settembre.

In ogni cosa ci mettiamo in mezzo i cambiamenti climatici