Questo weekend torna la serie A e in programma ci sono partite “bollenti”: da Napoli-Atalanta al derby meneghino Inter-Milan fino a Fiorentina-Juventus.
In questo articolo abbiamo deciso di accendere i riflettori proprio su Fiorentina-Juventus, un “clasico”, una delle partite più sentite del campionato italiano. Ma perché c’è un tale astio tra le due tifoserie? Lo scopriamo nei successivi paragrafi!
Fiorentina-Juventus, un astio nato nel 1928
Il primo evento storico che ha provocato una frattura tra Fiorentina e Juventus risale al lontanissimo 1928. In quell’occasione infatti i bianconeri sconfissero i viola con un umiliante 11-0. Certo, era un altro calcio e da allora è passato quasi un secolo, ma quell’onta resterà per sempre nell’almanacco dei precedenti storici e dei record, un’umiliazione difficile da digerire per i fiorentini anche dopo tantissimi decenni.
Il “furto” della Vecchia Signora
Per decenni l’astio tra Juventus e Fiorentina è covato sotto la cenere, come lava di un vulcano, per poi esplodere nella stagione 1981/82 per un episodio che i tifosi fiorentini ancora oggi bollano, senza peli sulla lingua da buoni toscanacci, come “furto” sportivo.
Juventus e Fiorentina si contendevano lo scudetto, punto a punto. La Fiorentina pareggiò a Cagliari, ma fu annullato un gol dubbio a Graziani. Con un rigore altrettanto dubbio trasformato da Brady invece Madama vinse a Catanzaro, sopravanzando di un punto la Fiorentina proprio all’ultima giornata e vincendo il suo ventesimo scudetto, così da guadagnarsi anche la seconda stella.
Le polemiche nella finale di Coppa Uefa del 1990
La saga della rivalità tra Fiorentina e Juventus si arricchì di un’altra bollente “puntata” nel 1990. Le due squadre raggiunsero la finale di Coppa Uefa, quando i club italiani dominavano in lungo e in largo in Europa. La Juventus all’andata si impose con un netto 3-1, ma secondo i viola la seconda rete bianconera era irregolare. Al ritorno si giocò ad Avellino, poiché il Franchi era in fase di rimodernamento in vista dei Mondiali, e la partita terminò 0-0. Un secondo importantissimo trofeo che la Vecchia Signora soffiò via sotto al naso alla Fiorentina.
Il caso Baggio
Benché questi episodi nel corso degli anni hanno rafforzato l’astio dei fiorentini verso gli juventini, il caso più doloroso per i tifosi viola che ha funto da detonatore è stato probabilmente la cessione del loro idolo, Roberto Baggio, agli odiatissimi rivali.
Proprio dopo la cocente delusione per la sconfitta in finale di Coppa Uefa, la società viola cedette Baggio, il suo giocatore più rappresentativo, nonché uno dei più forti calciatori in circolazione, alla Juventus.
Per i tifosi viola cedere Baggio alla Juventus fu molto più di un tradimento, fu vera blasfemia calcistica. Ci furono proteste violentissime in città, ma l’affare andò in porto. Mesi dopo, proprio in una sfida tra Fiorentina e Juventus, Baggio non se la sentì di tirare un rigore contro la sua ex squadra. Il penalty fu tirato da De Agostini, che però sbagliò, e i Viola vinsero 1-0 quella partita. Baggio, completamente frastornato emotivamente, fu sostituito e, uscendo, raccolse una sciarpa viola che un tifoso gli aveva lanciato, un gesto che trasformò gli insulti dei fiorentini in applausi.
Negli anni più recenti altri giocatori viola rappresentativi hanno compiuto lo stesso viaggio di Baggio, da Firenze a Torino, come Bernardeschi, Chiesa e Vlahovic, alimentando una rivalità sempre più forte e duratura nel tempo.



