La Redazione di MondoUomo.it a Fianco di Sigfrido Ranucci.
Tutta la redazione di MondoUomo.it esprime piena solidarietà e vicinanza al collega Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, dopo le vicende che lo hanno visto protagonista nelle ultime settimane e che hanno portato il Viminale ad innalzare significativamente il suo livello di protezione personale.
La decisione del Ministero dell’Interno, comunicata domenica 30 novembre, prevede il passaggio dal quarto al secondo livello di sicurezza: non più un’auto blindata con due agenti, ma due veicoli blindati con quattro uomini di scorta, oltre alla presenza dell’esercito che presidierà stabilmente la sua abitazione a Campo Ascolano, frazione di Pomezia.
Un provvedimento necessario, ma che testimonia la gravità della situazione in cui si trova un giornalista italiano nel 2025.
La misura arriva dopo l’attentato del 17 ottobre scorso, quando un ordigno esplosivo ha distrutto l’automobile di Ranucci proprio sotto la sua casa, e in seguito alle dichiarazioni rese in commissione Antimafia lo scorso 4 novembre.
Durante l’audizione, parte della quale è stata secretata, Ranucci ha risposto a domande sul lavoro di inchiesta di Report riguardanti casi delicatissimi della storia italiana.
Le sue rivelazioni hanno spinto la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, a richiedere formalmente al Viminale un rafforzamento della protezione del giornalista.
Particolare risonanza ha avuto la questione sollevata dal senatore Roberto Scarpinato riguardo a un presunto pedinamento da parte dei servizi segreti, che secondo Ranucci sarebbero stati attivati dal sottosegretario Fazzolari. Accuse respinte dall’interessato, ma che hanno innescato un dibattito politico e istituzionale ancora in corso, con il Copasir che ha chiesto accesso agli atti secretati.
Come giornalisti, non possiamo rimanere indifferenti di fronte a quanto sta accadendo. Il giornalismo d’inchiesta rappresenta uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia che si rispetti. Quando un collega viene minacciato per il suo lavoro, quando deve vivere sotto scorta rafforzata, quando la sua sicurezza personale è compromessa, è la libertà di stampa stessa a essere sotto attacco.
Sigfrido Ranucci ha sempre svolto il suo lavoro con professionalità, rigore e coraggio, affrontando temi scomodi e portando alla luce verità che qualcuno vorrebbe rimanessero nascoste. Per questo merita non solo protezione dalle istituzioni, ma anche il sostegno incondizionato di tutti noi colleghi.
La redazione di MondoUomo.it si stringe attorno a Sigfrido Ranucci con un abbraccio ideale ma concreto. Continueremo a credere nell’importanza del giornalismo libero ed indipendente, a sostegno di chi non si piega alle intimidazioni e continua a fare informazione di qualità nell’interesse pubblico.
Forza Sigfrido, non sei solo.



