Uomini d’affari e PMI in fermento per i nuovi incentivi, Pacchetto shock da Giorgetti.
Il governo Meloni introduce un maxi-emendamento da 3,5 miliardi di euro alla legge di bilancio 2026, focalizzato sul sostegno alle imprese. Misure urgenti su Zone Economiche Speciali (Zes), iper-ammortamento, Transizione 5.0 e caro materiali da costruzione liberano risorse immediate per competitività e innovazione. Coperture da previdenza complementare e assicurazioni, con il ministro Giancarlo Giorgetti che annuncia incontri bilaterali notturni per chiudere i saldi.
Ponte Stretto: rinvio strategico
Le risorse per il Ponte sullo Stretto di Messina slittano al 2026, dopo rilievi della Corte dei Conti che impediscono l’avvio cantieri entro fine 2025. Non un definanziamento, ma una riprogrammazione: i fondi si spostano in altra annualità per coprire il pacchetto imprese, senza cancellare l’opera simbolo voluta da Salvini. Il Mit garantisce: cantieri nei prossimi mesi, con copertura finanziaria intatta.
Impatto su economia di PMI
Per manager, imprenditori e professionisti – il cuore del pubblico maschile over 30 – arrivano ossigeno su investimenti in industria 4.0 e materiali edili, cruciali per settori auto, lusso e costruzioni. La Transizione 5.0 premia digitalizzazione e AI, allineandosi a trend tech che dominano il lifestyle moderno. Critiche dal Pd: “Fallimento sul Ponte, fondi a Calabria e Sicilia”, ma maggioranza esulta per il rilancio produttivo.
Prospettive per il 2026
La mossa evita scostamenti di bilancio, mantenendo pressione fiscale invariata in linea con regole UE. Uomini d’impresa guadagnano da iper-ammortamenti su macchinari, mentre il Ponte resta priorità infrastrutturale per connettere Nord e Sud. Occhio agli sviluppi in Commissione Bilancio: il pacchetto potrebbe evolvere entro Natale



