Il decreto “DL Bollette” divide gli esperti del settore energetico. Per Massimiliano Tomassetti, Country Manager di Octopus Energy Italia, il provvedimento risponde all’emergenza ma manca di visione strategica: “Gestisce il presente, ma non costruisce il futuro.”
Il nodo centrale è chiaro: le risorse stanziate restano invariate a 315 milioni di euro, anche dopo l’aumento del bonus una tantum per i percettori del bonus sociale da 90 a 115 euro. Nessun euro aggiuntivo, solo una redistribuzione interna. Il risultato? I costi si spostano, ma non si abbassano.
Il gas resta il problema
Finché il sistema elettrico italiano dipende in modo decisivo dal gas nelle ore di punta, il prezzo dell’energia resterà legato a una materia prima che il Paese non controlla. Un dato su tutti: a gennaio 2026 il prezzo del gas all’ingrosso è salito di circa il 25% rispetto a dicembre. Basta una tensione geopolitica per vanificare qualsiasi risparmio temporaneo.
“È come cercare di calmare il termometro invece di curare la febbre”, spiega Tomassetti.
La strada è quella delle rinnovabili
Il decreto contiene però elementi positivi: favorire i contratti di lungo termine da rinnovabili e semplificare i processi di connessione alla rete sono passi nella direzione giusta. I costi del fotovoltaico sono già scesi di circa il 90% negli ultimi dieci anni, e la tendenza continuerà perché si tratta di tecnologia, non di materia prima.
Il modello da seguire? La Spagna, dove le rinnovabili determinano il prezzo dell’energia per molte più ore, con benefici concreti sui costi.
La vera sfida, conclude Tomassetti, non è il prossimo decreto. È costruire un sistema energetico strutturalmente più economico e stabile. Tutto il resto è gestione dell’emergenza.



