A Marrakech entro nelle mura rosa con l’idea di un itinerario semplice: un giorno che racconti il cuore della città senza fretta.
Ho composto questo percorso per chi cerca un viaggio che animi i sensi, tra colori vivi e l’aroma delle spezie.
La medina è un labirinto dove accetto di perdermi. Il richiamo del muezzin, la vista della moschea koutoubia da fuori e il brulichio della piazza segnano il ritmo della giornata.
Non propongo una lista infinita di cose vedere, ma una lente personale: alterno meraviglia e pause in riad ombrosi. Suggerisco dove dormire se il vostro viaggio si prolunga per più giorni: riad nella medina, comfort in Ville Nouvelle, resort nella Palmeraie.
La regola che mi guida è semplice: muoversi a piedi, lasciarsi sorprendere e rispettare usi e persone. Con questo approccio, una parte autentica della città si rivela nel giusto tempo.
Punti chiave
- Un giorno pensato per equilibrare scoperta e quiete.
- La medina è il cuore della città; lasciati guidare dal ritmo locale.
- Osserva la moschea koutoubia solo dall’esterno e vivi la piazza con rispetto.
- Scegli il quartiere per dormire in base al tono del viaggio.
- Etica di viaggio: sensibilità nelle foto e nei contratti.
Itinerario ideale in 24 ore: dal canto del muezzin al tè alla menta al tramonto
Il mio giorno inizia con il canto del muezzin e le prime bancarelle che aprono nel centro storico.
Mattina: Medina, souk e Moschea della Koutoubia
Mattina presto entro nel centro: le bancarelle sollevano le saracinesche e l’aria si riempie di spezie.
Raggiungo la moschea koutoubia e osservo il minareto del XII secolo, visibile solo dall’esterno e utile come riferimento per orientarsi.
Pomeriggio: Giardini, riad e hammam tradizionale
In tarda mattinata scelgo un giardino con biglietto a orario per evitare code e godere dell’ombra e del silenzio.
Nel primo pomeriggio rientro in riad per un tè e dedico circa un’ora all’hammam tradizionale; rituali come savon noir e kessa restano una parte preziosa del giorno.
Sera: Piazza Jemaa el Fna dall’alto delle terrazze
Al tramonto salgo su una terrazza e guardo la piazza jemaa che cambia pelle in poche ore.
“Seguo il ritmo delle ore: meno tappe, più qualità negli incontri.”
- Mattina: mercato e orientamento storico.
- Pomeriggio: pausa in riad e hammam.
- Sera: terrazze e tè alla menta.
| Momento | Durata indicativa | Highlight |
|---|---|---|
| Mattina | 3-4 ore | Souk, spezie, minareto |
| Pomeriggio | 2-3 ore | Giardino a orario, riad, hammam |
| Sera | 2-3 ore | Terrazze su piazza jemaa, tè |
Quando andare e che clima aspettarsi nella Città Rossa
Il clima guida il ritmo del mio viaggio, più della mappa. Preferisco primavera (marzo-giugno) e autunno (ottobre-novembre): temperature miti, luce limpida e giorni abbastanza lunghi per alternare visite e pause.
Questi periodi attraggono più visitatori; i prezzi salgono. Prenoto in anticipo alloggi e ingressi per evitare sorprese durante le ore di punta.
In estate organizzo le visite alle prime ore e al tardo pomeriggio. Le ore centrali le passo in riad, giardini o luoghi ombreggiati.
Durante il Ramadan regolo il ritmo: rispetto i digiuni, evito di mangiare in pubblico di giorno e apprezzo le serate dopo l’iftar, quando la città si anima.
- Porto una giacca in inverno per le serate fresche.
- Pianifico le tappe outdoor al mattino e gli interni nelle ore più calde.
- Valuto la bassa stagione se cerco una città più quieta.
| Periodo | Clima | Consiglio |
|---|---|---|
| Primavera/Autunno | Mite e soleggiato | Prenotare in anticipo; giorni lunghi |
| Estate | Caldo intenso | Visite all’alba e al tramonto; ore centrali al fresco |
| Inverno | Tiepido di giorno, fresco la sera | Portare una giacca per le serate |
«Marrakech premia chi sa ascoltare il proprio tempo e adattare il passo.»
cosa vedere a Marrakech: i luoghi iconici da non perdere
Il cuore della città si rivela in tre luoghi che ho scelto per raccontare ritmo e storia. Li visito con passo lento, alternando attenzione ai dettagli e pause per comprendere il contesto.
Piazza Jemaa el Fna: incantatori, musicanti e street food
La piazza è un teatro che cambia ogni giorno. Dall’alto leggo il disegno mutevole degli allestimenti; a terra trovo bancarelle, musicanti e il mercato dei sapori.
Mantengo una postura etica: evito gli spettacoli con incantatori serpenti e preferisco osservare da distanza. Se fotografo, chiedo sempre il permesso.
Moschea Koutoubia: il minareto simbolo e l’arte almohade
La moschea koutoubia si ammira solo dall’esterno; il minareto, in pietra rosata, raggiunge i 69 metri ed è emblema dell’arte almohade del XII secolo. L’impatto architettonico è già una visita.
Tombe Saadiane: sfarzo tra arabeschi e maioliche
Le tombe saadiane, riaperte nel 1917, rivelano intarsi e maioliche di grande finezza. L’ingresso aggiornato si aggira intorno ai 60-100 dirham; conviene arrivare presto o prenotare un tour per evitare file.
“Osservo ogni luogo con rispetto: alternare pieni e vuoti aiuta a leggere meglio ogni dettaglio.”
- Distribuisco le visite negli orari meno affollati.
- Integro la sequenza con un giardino vicino per decomprimere.
Piazza Jemaa el Fna: vita, colori e spettacoli tra giorno e notte
La piazza si offre come un teatro quotidiano, dove ogni ora cambia costume e ritmo. Di giorno cammino ai margini del flusso e osservo le bancarelle che propongono frutta, spezie e tatuaggi all’henné.
Di giorno: bancarelle, spezie e incantatori di serpenti
Gli incantatori e gli addestratori compongono una scena antica. Mantengo uno sguardo vigile: scelgo di non sostenere esibizioni con animali e preferisco osservare da distanza.
Di notte: griglie fumanti, cantastorie e terrazze panoramiche
Al tramonto le griglie si accendono e i piatti iniziano a sfrigolare. Salgo su una terrazza — come il Café Glacier — per prendere un tè e guardare la piazza jemaa che si anima sotto la moschea.
Etica e buone pratiche: foto, animali e mance
Chiedo sempre il permesso prima di fotografare e valuto il prezzo in anticipo se mi fermo per l’henné. Porto moneta spicciola per mance moderate e rifiuto offerte non richieste.

| Momento | Comportamento consigliato | Indicazione pratica |
|---|---|---|
| Giorno | Osservare, non alimentare esibizioni con animali | Chiedere prezzo per henné; evitare contatti insistenti |
| Tramonto | Scegliere terrazze con vista | Ordinare un tè alla menta; prenotare se possibile |
| Notte | Consumare consapevole e rispettare gli artisti | Portare contanti e restare su vie principali per il rientro |
La piazza è un organismo vivente: il mio rispetto mantiene vibrante la sua storia.
Arte e design: Jardin Majorelle e Museo Yves Saint Laurent
Allontano per un’ora il ritmo della medina per entrare in un giardino che sembra dipinto. Entro la mattina con biglietto a orario: il giardino di Jacques Majorelle, creato fra il 1922 e il 1924, mostra un blu intenso tra cactus, palme e canalette d’acqua.
Leggo la stratificazione: dall’atelier originario al restauro curato da yves saint laurent e Pierre Bergé. Al suo interno trovo anche il Museo Berbero, che offre una sintesi dell’artigianato e dei simboli del territorio.
Proseguo su Rue Yves Saint Laurent per la visita al museo. L’edificio in mattoni occupa 4.000 mq e ospita archivi, una sala cinema e una biblioteca. Le mostre temporanee e il caffè in terrazza invitano a fermarsi.
Organizzo il percorso evitando il mercoledì. .
| Luogo | Orari tipici | Nota pratica |
|---|---|---|
| Jardin Majorelle | 8:00–18:30 | Biglietto a orario; blu caratteristico |
| Musée Yves Saint Laurent | 10:00–18:00 (chiuso mercoledì) | 4.000 mq; divieti fotografici in alcune aree |
| Museo Berbero | All’interno del giardino | Contesto etnografico; visita consigliata |
“Il design qui non è solo forma: è modo di abitare il paesaggio.”
Palazzi e dinastie: Bahia ed El Badi tra gran visir e rovine imperiali
Nel cuore delle dinastie trovo palazzi che parlano di potere, decoro e scelte stilistiche.
Palazzo Bahia: sale intarsiate, cortili e il mito della “Bella”
Visito il palazzo costruito a fine XIX secolo dal gran visir Si Moussa. L’edificio conta oltre 150 sale decorate, giardini e corti che invitano a sostare.
All’interno i soffitti in cedro, gli zellige e gli stucchi raccontano anni di artigianato sapiente. Qui cerco l’armonia degli spazi: le vetrate e i cortili riflettono una visione di misura e bellezza.
Palazzo El Badi: il “l’incomparabile” e i panorami sulla medina
Passo poi a El Badi, costruito nel XVI secolo dal sultano Ahmad al-Mansur. Oggi le rovine offrono un grande cortile centrale e torri da cui la città si svela in piani sovrapposti.
Le cicogne nidificano sulle mura e scandiscono la visita. Salgo sulle torri e leggo le tracce dell’acqua come una mappa degli usi e dei giardini perduti.
«Confrontare Bahia ed El Badi nello stesso giorno chiarisce la differenza tra pienezza decorativa e la forza delle rovine.»
- Preferisco il mattino per Bahia e il primo pomeriggio per El Badi per evitare la ressa.
- Acquisto i biglietti in loco: prezzi aggiornati indicativi 70–100 dirham per Bahia e ~100 dirham per El Badi.
- Collego il racconto dei palazzi alle tombe e agli altri luoghi dinastici della medina.
| Luogo | Epoca | Caratteristica principale |
|---|---|---|
| Palazzo Bahia | Fine XIX secolo | Oltre 150 sale, interni riccamente decorati, cortili e giardini |
| Palazzo El Badi | XVI secolo | Rovine monumentali, cortile centrale, torri panoramiche, cicogne |
| Consiglio pratico | Orari | Bahia mattina; El Badi primo pomeriggio. Ingressi: 70–100 / ~100 dirham |
Medina, riad e quartieri: dove batte il cuore della città
Cammino tra mura d’argilla che delimitano il nucleo antico. Ogni arco e vicolo racchiude un interno sorprendente.
Medina UNESCO: vicoli, mura rosse e Madrasa Ben Youssef
La medina è patrimonio UNESCO dal 1985. Le mura rosse segnano il confine del centro storico.
La Madrasa Ben Youssef resta una lezione di arte: 130 stanze, un cortile per le abluzioni e decori in zellige. Apertura 9–19; ingresso intorno a 50 dirham.
Gueliz e la Ville Nouvelle: gallerie, caffè e nightlife
Gueliz offre un ritmo contemporaneo. Qui trovo caffè, gallerie e spazi più ariosi, retaggio del XX secolo.
È il quartiere dove alterno passeggiate e pause più “occidentali”. La vita serale è misurata, adatta a chi cerca comfort e design.
Palmeraie: resort e piscine tra le palme
Nella Palmeraie sperimento giardini e resort. Le strutture con piscina sono più care e distanti dal tessuto storico.
Scelgo trasferimenti brevi e tengo il centro come riferimento per i musei e le visite a piedi.
| Area | Caratteristica | Consiglio pratico |
|---|---|---|
| Medina | Mura rosse, vicoli, madrasa storica | Preferire il riad per dormire nel centro; visitare la madrasa al mattino |
| Gueliz | Gallerie, caffè, Ville Nouvelle | Usare per intermezzi culturali e cena moderna |
| Palmeraie | Resort, piscine, giardini | Ideale per riposo; prevedere trasferimento dal centro |
Hammam tradizionale: rituale di benessere tra savon noir e olio d’argan
Scelgo l’hammam come pausa: un interno che trasforma la stanchezza delle strade in leggerezza. Il percorso è semplice e preciso: bagno di vapore, savonage con sapone nero, scrub con guanto di kessa e massaggio finale con olio d’argan.
Hammam pubblico o spa di riad: differenze e cosa aspettarsi
Negli hammam pubblici, come Mouassine, l’esperienza è collettiva e autentica. Gli ingressi vengono separati per genere e il rito mantiene ritmi tradizionali.
Le spa in riad propongono una versione più privata. Trovo interni curati, servizi extra e un comfort che giustifica un prezzo superiore.

Durata, prezzo indicativo e consigli pratici
Durata: da 45 minuti fino a 2 ore; io programma 1–2 ore per non avere fretta.
Prezzo: indicativamente da ~23€ per un trattamento base; le spa possono costare di più.
- Porto ciabatte, costume, asciugamano e un cambio.
- Chiedo in anticipo cosa è incluso per evitare sorprese sul prezzo.
- Rispetto la separazione per genere, voci basse e telefoni spenti.
- Dopo il rito bevo acqua o tè alla menta per reintegrare i liquidi.
Riconosco l’hammam come un’esperienza culturale più che un semplice trattamento di benessere.
| Tipo | Caratteristica | Indicativa ore |
|---|---|---|
| Pubblico | Rito condiviso, autentico | 0.75–1.5 |
| Spa riad | Comfort, servizi accessori | 1–2 |
| Consiglio | Prenotare orari meno affollati | 1 |
Shopping nei souk: spezie, tappeti e babouches
Tra vicoli stretti lo shopping diventa una conversazione lenta, fatta di odori e gesti.
Souk El Attarine è il regno delle spezie. Qui mi fermo a guardare le piramidi di polveri, a leggere le etichette e a chiedere storie di provenienza. Assaggio con lo sguardo miscele e tè; scelgo ciò che racconta una cucina domestica autentica.
Souk Cherratin ospita pelletteria e lampade; nell’area degli Haddadine seguo il ritmo dei fabbri. Tocco le pelli, valuto cuciture e odori. Le lampade richiedono tempo: luce, metallo e finitura sono dettagli che fanno la differenza.
Contrattazione smart: inizio proponendo circa un terzo del prezzo richiesto e salgo con calma, sorriso e rispetto. Porto contanti in Dirham e piccoli tagli; spesso le carte non sono accettate.
- Mi avvicino alle bancarelle come a piccoli atelier, ascoltando storie prima di comprare.
- Compro dal centro verso l’esterno per confrontare qualità e varietà.
- Imballo spezie e ceramiche con cura e chiedo protezioni extra per il volo.
“Il valore sta nell’incontro: lo scambio arricchisce l’oggetto che porterò con me nella città.”
Esperienze extra: deserto di Agafay tra quad, cena e stelle
Il deserto si svela come un piano di pietra e luce, distante solo un breve viaggio dalla città.
Agafay è roccioso, arido e sorprendentemente vicino: circa 45 minuti di trasferimento. Per me è un’estensione naturale del viaggio, dove il tempo rallenta e il tramonto acquista profondità.
Tramonto e cena berbera tra le colline rocciose
Molti tour propongono quad e cene al crepuscolo con musica dal vivo. Preferisco piccoli gruppi, prelievo organizzato e menu semplici: piatti caldi, sapori umili e il conforto del tè.
Se desidero più intimità, scelgo la notte in haima. Il silenzio del deserto e il cielo stellato diventano parte dell’esperienza.
Alternative etiche: mongolfiera e trekking nell’Alto Atlante
Mantengo un approccio responsabile: evito esperienze con animali e privilegio attività che rispettano il territorio.
- Quad: ritmo moderato, percorsi rispettosi; un buon modo per esplorare il deserto senza impatto eccessivo.
- Mongolfiera all’alba o trekking breve nell’Alto Atlante: alternative per chi cerca un punto di vista diverso.
- Organizzazione: calcolo i 45 minuti di trasferimento nel mio programma e integro l’escursione solo se i giorni a disposizione lo consentono.
“Il deserto è una parte del viaggio che chiede rispetto: scelgo operatori attenti e azioni misurate.”
Come arrivare e muoversi: dall’aeroporto alla piazza in pochi minuti
Atterrare significa guadagnare metri sulla mappa e perdere tempo nel modo migliore: camminando. L’aeroporto Menara è a circa 5 km dal centro; con voli diretti dall’Italia impiego in genere 3–4 ore per essere sul posto.
Per raggiungere Djemaa el Fna scelgo il bus dedicato: è rapido, circa 20 minuti. Il taxi è comodo ma richiede attenzione: negozio la corsa e chiedo il tassametro attivo per evitare sorprese.
Voli diretti dall’Italia e bus/taxi per Djemaa el Fna
Le opzioni sono semplici e chiare. Atterro, prendo il bus o un taxi e deposito i bagagli nel riad. Programmo sempre il rientro con margine per le ore di punta.
A piedi nella medina, bus ALSA e calessi
Nel centro mi muovo a piedi: è il modo migliore per leggere strade e persone. Per spostamenti più lunghi uso le linee ALSA (1, 8, 10, 11, 12), che collegano stazione, Gueliz, Giardini Menara e Majorelle.
- Calessi turistici: Place de Foucauld, tariffe orarie intorno a 120 Dh; concordare prima.
- Evito di guidare in centro: traffico e vie strette rendono l’auto pratica solo per gite fuori città.
- Il primo giorno faccio un breve tour orientativo a piedi per costruire la mia mappa mentale.
«Mi oriento sugli assi principali: Koutoubia, piazza e souk diventano i riferimenti utili per ogni spostamento.»
| Partenza | Tempo indicativo | Nota pratica |
|---|---|---|
| Aeroporto Menara → Centro | ~20 minuti | 5 km; bus dedicato o taxi (negoziare tassametro) |
| Linee ALSA utili | Variabile | 1, 8, 10, 11, 12: collegamenti per Gueliz, stazione, Majorelle |
| Calessi | Oraria | Place de Foucauld; tariffa indicativa ~120 Dh/ora |
Dove dormire: riad scenografici o hotel moderni
Per dormire scelgo luoghi che parlano di storia, luce e cortili silenziosi. La scelta dell’alloggio condiziona il ritmo dei miei giorni in città e il modo in cui mi muovo nel centro.
Riad nella Medina: fascino, posizione e quiete
Nel quartiere antico trovo riad con interni freschi, patio e terrazze. Cammino poche decine di metri e sono già tra monumenti e souk.
Valuto il prezzo in funzione dei servizi: colazione, transfer e un hammam interno spesso giustificano una tariffa più alta.
Attenzione: fuori dalle porte l’energia è intensa. Scelgo vie accessibili per il rientro serale e verifico gli orari di chiusura.
Hotel in Gueliz e Palmeraie: comfort, piscina e budget
Gueliz offre camere ampie e servizi efficienti: è il contrappunto moderno dopo giornate dense nella medina.
Nella Palmeraie preferisco resort con piscina e giardini. Sono più cari e distanti dal centro, ma danno il respiro necessario per ricaricare.
«Alterno due notti nel cuore storico e una fuori se i giorni a disposizione lo permettono.»
| Tipologia | Vantaggi | Nota pratica |
|---|---|---|
| Riad (Medina) | Atmosfera, posizione centrale, cortili | Ideale per immersione culturale; controllare accessi notturni |
| Hotel (Gueliz) | Camere ampie, servizi moderni, facile logistica | Adatto a chi cerca comfort e business |
| Resort (Palmeraie) | Piscina, giardini, tranquillità | Più caro; prevedere transfer per il centro |
- Osservo il palazzo e l’architettura: molti riad reinterpretano il palazzo domestico in chiave contemporanea.
- Prenoto con anticipo nei periodi di punta e leggo recensioni sulla quiete notturna.
- Privilegio strutture che valorizzano artigiani locali e pratiche sostenibili.
Sapori di Marrakech: piatti, prezzi e dove assaggiarli
La cena in piazza si apre come un piccolo sipario di luci e odori. Il richiamo dei fornelli segna il passaggio del giorno e invita a fermarsi.
Street food in piazza: tajine, cous cous e tè alla menta
La piazza jemaa la sera è costellata di stand. Assaggio piatti semplici e ben eseguiti: tajine, cous cous, spiedi alla brace e zuppe fumanti.
Scelgo i banchi affollati dai locali, controllo pulizia e metodi di cottura e confermo il prezzo prima di sedermi. Preferisco acqua sigillata e tè ben caldo.
Caffè storici e terrazze con vista sul cuore della città
Salgo su una terrazza, come Le Grand Balcon du Café Glacier, per leggere i colori della città dall’alto e lasciare che la sera scivoli.
Il museo dell’arte culinaria offre corsi e dimostrazioni che arricchiscono l’esperienza. Integro sempre un giardino o un caffè storico nel pomeriggio per calibrare i sapori con luoghi più quieti.
- Assaggio: tajine, cous cous, spiedi, zuppe e tè.
- In piazza: banchi affollati, controllo prezzi e igiene.
- Terrazze: vista, consumo obbligatorio e un foulard per le sere fresche.
- Se cerco contesto, partecipo a un tour gastronomico serale.
Mangiare qui è un rito: tempi lenti, condivisione e stagionalità chiudono la giornata con un dolce alle mandorle.
Ultimo sguardo sulla Città Rossa: un giorno che resta addosso
Il viaggio si chiude con la sensazione che qui ogni angolo continui a parlare anche dopo la partenza. Porto con me il tempo del tè al tramonto e la luce sui cortili di un palazzo.
Rivedo gli arabeschi delle tombe saadiane e la tessitura di voci dalla piazza jemaa. Capisco che le cose vedere non sono una lista, ma incontri misurati che restano.
Questa città chiede gentilezza e attenzione; restituisce storie, sguardi e piccoli privilegi. Un giorno qui è un inizio: segna il posto dove tornare e cosa approfondire nel prossimo viaggio.
Il mio taccuino resta aperto. Ringrazio chi ha condiviso saperi e sapori e prometto di proteggere questa memoria, per farne parte del mio paesaggio personale.






