Dopo 17 mesi di trattative serrate e mobilitazioni, è stato finalmente firmato il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici, che riguarda oltre un milione di lavoratori in Italia.
L’intesa raggiunta tra sindacati (Fiom, Fim, Uilm) e associazioni datoriali (Federmeccanica e Assistal) prevede aumenti salariali significativi e nuove tutele per il periodo 2025-2028.
Il punto centrale del rinnovo riguarda l’aumento medio mensile delle retribuzioni pari a 205,32 euro, previsto in più rate progressive.
La prima tranche, già riconosciuta lo scorso 1° giugno, è stata di 27,70 euro. Nel 2026 l’aumento sarà di 53,17 euro, nel 2027 di 59,58 euro e infine nel 2028 di 64,87 euro, con un ritmo che supera l’inflazione prevista. Questo porterà il minimo salariale da 2.158,26 euro del 2025 a 2.335,88 euro nel 2028.
Oltre agli aumenti, sono stati introdotti importanti miglioramenti normativi a favore dei lavoratori.
Tra questi, spiccano nuove tutele per chi è affetto da patologie oncologiche e disabilità, ulteriori riduzioni dell’orario di lavoro per chi opera su turni particolari, e misure per stabilizzare i contratti a termine. Interessanti anche le novità in ambito previdenziale, che prevedono incrementi della contribuzione principalmente per le donne, oltre a migliori opportunità formative e una gestione più efficace dei permessi retribuiti.
Il rinnovo del contratto rappresenta un segnale importante in un contesto economico ancora incerto, volto a proteggere il potere d’acquisto e rafforzare i diritti dei lavoratori metalmeccanici, strategici per il settore industriale del Paese. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato come l’accordo sia frutto di un confronto costruttivo e di una risposta concreta alle esigenze dei lavoratori, in un quadro di trasformazioni tecnologiche e sociali.
Con questo contratto, si auspica anche una maggiore stabilità e sicurezza per i metalmeccanici italiani, riconoscendo il valore del loro lavoro e il ruolo chiave che svolgono nell’economia nazionale.






