Inquadriamo subito il termine: parliamo di un fenomeno che nasce in strada e arriva nel guardaroba, evolvendosi negli anni senza perdere la sua identità.
Questo codice esiste in molte città del mondo e si riconosce per un gusto ostentato che dialoga con la moda più visibile. Cinture D&G con fibbia in metallo, jeans con grandi grafiche e tute logate sono simboli storici.
Non è solo abiti: è una forma di vita fatta di sicurezza e desiderio di farsi notare. I social hanno accelerato tutto, trasformando selfie e palestra in vetrine quotidiane.
Questo racconto non giudica: osserva come il gusto collettivo si forma, come certi simboli funzionano e perché alcune mode restano nel tempo.
Punti chiave
- Origine urbana: dal marciapiede al guardaroba con evoluzioni negli anni.
- Segni distintivi: logomania e accessori vistosi.
- È lifestyle: sicurezza e visibilità social come leve.
- I social trasformano l’immagine personale in un palcoscenico.
- Osservare senza giudicare aiuta a capire i trend.
- Questa guida spiega come riconoscere mode passeggere e cambi veri.
Dal “tamarro” di ieri al fenomeno di oggi: origini, linguaggi e abbigliamento
Nel corso dei decenni l’immagine del ragazzo di strada si è trasformata, ma conserva codici chiari: vestiti vistosi, parole e atteggiamenti riconoscibili.
. Il termine assume sfumature e dialetti diversi, da Napoli a Milano, e si accompagna a modi di dire come smargiasse o vajasse.
Abbigliamento e loghi: cinture D&G con fibbia in metallo, jeans con ali e scritte tipo Angel & Devil, tute con logo e canotte sono simboli immediati.
Accessori vistosi completano il look: crocefisso, catene, ciabatte Champion e tracolle spesso ispirate a Gucci o Louis Vuitton. A volte il vero amatore acquista in boutique di lusso per mostrare status.
Lingua, frasi e lifestyle
La lingua usata è diretta e teatrale. Le frasi fatte e i post in palestra hanno costruito un copione condiviso. I social hanno accelerato la diffusione di gesti e pose.
- Segnalazione: abbigliamento e parole diventano insieme un messaggio sociale.
- Volta per volta il fenomeno si riadatta, mantenendo una forte presenza nel mondo urbano.
Tra evoluzione e sovrapposizioni: dal tamarro al maranza, fino al “cheugy”
Nel passaggio dalle piazze alle playlist, alcuni codici si trasformano ma restano riconoscibili.
Maranza ieri e oggi
Origine: il maranza nasce come eco del tamarro degli anni ’80 di Milano.
Oggi si riconosce per tracolle Louis Vuitton o Gucci portate alte, tuta in acetato tech e T-shirt da calcio sovrapposta a una maglia lunga.

Codice estetico a confronto
Gli outfit usano Nike TN, ciabatte Adidas con calzino e cappellino. La cassa bluetooth con musica alta completa il passaggio.
Cheugy: un termine globale
Cheugy definisce chi arriva tardi sulla moda: cinture logate, skinny jeans e borse matelassé.
Non è solo un insulto: è un’indicazione sul tempo del gusto e sul concetto di cool in ritardo.
Social e lingua
La lingua cambia: “fra” e “bro” segnano l’identità. I trend volano da Facebook a TikTok, dove #maranza supera 1,2 miliardi di visualizzazioni.
| Elemento | Anni ’80 (Milan) | Oggi |
|---|---|---|
| Accessori | Tracolle, catene | Tracolle Louis Vuitton/Gucci, marsupi |
| Abbigliamento | Jeans grafici, giacche vistose | Tuta tech in acetato, layering T-shirt/long sleeve |
| Calzature | Sneakers vistose | Nike TN, ciabatte Adidas con calzino |
| Segni distintivi | Atteggiamento e lingua | Musica alta, slang “fra/bro”, TikTok trends |
Dalla strada al guardaroba contemporaneo: quando la tamarraggine diventa moda
Capo dopo capo, ciò che una volta sembrava eccessivo finisce per diventare desiderabile. Oggi la moda riscrive confini tra cultura di strada e alta sartoria.

Il ciclo dei trend: Y2K, ritorni inattesi e prodotti desiderati
L’ondata Y2K ha riportato in auge pezzi un tempo considerati datati. Nel 2022 Lyst segnalava Ugg Tasman, Birkenstock Boston e il pile Patagonia tra le cose più cercate.
Questi ritorni mostrano come gli anni passati continuino a influenzare il presente.
Lusso vs tarocco: boutique, loghi in vista e il dibattito sul “buon gusto”
La logomania domina tra strada e vetrine. C’è chi cerca l’etichetta in boutique per il valore percepito.
Il dibattito non è solo estetico: conta contesto e intenzione.
Outfit ibridi e normalizzazione
Gli abbinamenti si mescolano: jeans con tacchi, tute con cappotti sartoriali, sneakers con cappotti eleganti.
Il risultato è un outfit che oscilla tra cool e basic, e un’evoluzione naturale dell’abbigliamento nel mondo contemporaneo.
- La moda è ciclica e adatta codici urbani.
- Usare i loghi con misura evita l’overload visivo.
- Il seguito dei trend cambia con gli anni e con l’uso pratico.
Cosa significa oggi “stile tamarro” e dove sta andando
Nel presente, quel look di strada convive con microtrend e scelte consapevoli. Il concetto cambia: conta il modo in cui usi simboli come logo, jeans e tuta, non solo il capo in sé.
Nella vita quotidiana questo si traduce in dettagli visibili e frasi social che accompagnano l’immagine. Un outfit credibile mixa capi puliti e pezzi statement, con attenzione al contesto: casa, club o ufficio richiedono approcci diversi.
Un punto pratico per ottobre e i mesi freddi: lavora per strati e texture, ascolta la musica che guida il mood e bilancia colori e loghi. Il senso è semplice: i trend passano, il gusto personale resta.
Conclusione: il termine oggi abbraccia maranza e cheugy e prosegue la sua evoluzione. Segui ciò che ti rappresenta, divertiti con la moda e mantieni la consapevolezza come vero punto di forza.






