Lo Squalo, 50 anni dopo Richard Dreyfuss Ricorda il Set che Cambiò Hollywood.
Era il 1975 quando Lo Squalo uscì nei cinema. Diretto da un giovane Steven Spielberg, cambiò per sempre il modo di fare cinema.
Oggi, a 50 anni dalla sua uscita, uno dei protagonisti – Richard Dreyfuss, che interpretava il biologo marino Matt Hooper – ha raccontato ai colleghi della CBS per il programma Sunday Morning cosa accadde davvero durante le riprese. E non è stato affatto un set tranquillo.
Autore: Courtesy Everett Collection | Ringraziamenti: Courtesy Everett Collection Copyright: Courtesy Everett Collection
Era il 1975 quando Lo Squalo uscì nei cinema. Diretto da un giovane Steven Spielberg, cambiò per sempre il modo di fare cinema.
Oggi, a 50 anni dalla sua uscita, uno dei protagonisti – Richard Dreyfuss, che interpretava il biologo marino Matt Hooper – ha raccontato ai colleghi della CBS per il programma Sunday Morning cosa accadde davvero durante le riprese. E non è stato affatto un set tranquillo.
MondoUomo.it celebra questo anniversario ricordando non solo un grande film, ma anche un momento storico in cui talento, ostacoli e fortuna si sono incrociati per creare una pietra miliare del cinema moderno.
«Ho rifiutato più volte. Poi ho visto me stesso su uno schermo da 12 metri»
Dreyfuss ammette di aver inizialmente rifiutato il ruolo. Temeva che il film sarebbe stato difficile da girare. Aveva ragione. Le riprese durarono molto più del previsto. Solo dopo aver visto per caso un montaggio di un altro film in cui recitava, The Apprenticeship of Duddy Kravitz, cambiò idea. «Mi vidi sul grande schermo e impazzii. Pensai: se non sto lavorando quando questo film esce, non lavorerò mai più», ha raccontato. Il giorno dopo, il 3 aprile, si fece avanti. Il 4 aprile era già sul set.
«L’unica vera parola per descrivere quel set è: attesa»
La parola più usata da Dreyfuss per descrivere le riprese è waiting, cioè “attesa”. «Giravamo in mare aperto, o almeno così doveva sembrare. Ma bastava muovere leggermente la macchina da presa per vedere il porto, le case, o peggio, le barche a vela». Ogni volta che una vela compariva all’orizzonte, si doveva aspettare che sparisse. «Anche alla massima velocità, una barca a vela è lenta. E dietro ce n’era sempre un’altra».
Il film avrebbe dovuto essere girato in 56 giorni. Ne impiegarono 165.
Spielberg era giovane e sotto pressione
All’epoca, Spielberg non era ancora “Steven Spielberg”. Era un regista poco conosciuto, con un budget basso e aspettative altissime. «Era un disastro emotivo, pensava ogni giorno di essere licenziato», racconta Dreyfuss. Ma due nomi lo proteggevano: Sid Sheinberg e Lew Wasserman, potenti figure della Universal. «Erano dalla sua parte. Credevano nel suo talento. Io glielo ricordavo sempre».
La chimica con gli altri attori
Uno dei momenti più toccanti dell’intervista a Richard Dreyfuss è quando parla dell’incontro con Robert Shaw, che interpretava Quint. «Andai nella sua roulotte e gli dissi: il tuo Claudio in Amleto è stato il migliore che abbia mai visto. Aveva autorità e carisma. Mi invitò a bere. Così iniziò la nostra amicizia».
Shaw non fu solo un collega. Fu un riferimento artistico. «Quando lavorai con Peter O’Toole, parlammo a lungo di Robert. Lavorare con attori così è stato il vero regalo di quella produzione».
E poi narra del problema dei nomi degli attori sul cartellone del film, sulla locandina.
“Lo Squalo” non era solo un film horror
Il film oggi è visto come il primo blockbuster della storia. Ma per Dreyfuss, era anche un’opportunità per imparare e crescere come attore. «Durante le riprese capii quanto contasse lavorare con i migliori. Erano attori Shakespeariani, capaci di analizzare tutto. Il set era scuola e prova insieme».
Roy Scheider e la questione dei nomi in locandina
Richard Dreyfuss racconta un piccolo confronto fra attori e produzione legato alla locandina del film. Lo definisce un momento di tensione, ma privo di rancori:
«Shaw… e poi Roy erano arrabbiati per come venivano messi i nomi sulla locandina.
Roy non voleva essere messo sotto di me. Erano convinti che Martin Brody fosse il vero protagonista.»
Commenta che Scheider era irritato perché il suo nome compariva dopo il suo, a dispetto del ruolo centrale di Brody. Dreyfuss ricorda che questo creò un po’ di nervosismo, ma tutto rimase professionale. Niente litigi o drammi eclatanti, solo una normale difesa del proprio valore artistico.
Questo episodio mostra quanto Scheider tenesse alla sua immagine e importanza nel film. È un segno del suo coinvolgimento e della sua presenza autorevole sul set.
Nessun rimpianto, solo gratitudine
Quando l’intervistatore gli chiede se abbia mai pensato a quanto fosse vicino a non partecipare al film, Dreyfuss risponde netto: «Una volta accettato, non mi sono più voltato indietro. Ho sempre creduto in me e nel mio futuro. Se non fosse stato Lo Squalo, sarebbe stato un altro film».
Il Retaggio di Lo Squalo
A 50 anni di distanza, Lo Squalo resta un punto di riferimento. Non solo per la suspense, il montaggio o la colonna sonora di John Williams. Ma per ciò che rappresenta: un film nato tra le difficoltà, con attori che si scelsero a vicenda, un regista sotto pressione e un set segnato da intoppi.
Richard Dreyfuss oggi sorride ricordando quei giorni. Nonostante le tensioni, racconta solo divertimento, passione e rispetto per i colleghi.
Un insegnamento chiaro per chi vuole entrare nel mondo del cinema: dietro ogni grande opera, c’è un lungo tempo di attesa. E molto coraggio.
Fatti Chiave sul Film Lo Squalo
- Uscita USA: 20 giugno 1975
- Regia: Steven Spielberg
- Basato su: Romanzo di Peter Benchley
- Cast principale: Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss
- Budget previsto: $9 milioni
- Durata riprese: 165 giorni
- Incassi globali: Oltre $470 milioni
- Effetto culturale: Primo blockbuster estivo. Cambiò il marketing cinematografico.
- Curiosità: Lo squalo meccanico si ruppe spesso. Spielberg decise di mostrarlo il meno possibile, aumentando la suspense.
