Google lancia WebMCP, il nuovo protocollo integrato in Chrome che trasforma i siti web in piattaforme pronte a dialogare in modo diretto con l’Intelligenza Artificiale.
Non è un semplice update tecnico. È un cambio strutturale che ridefinisce il modo in cui le aziende acquisiscono clienti, gestiscono i processi e competono online. Per imprenditori e manager, questa novità segna l’inizio di una nuova fase del business digitale, dove velocità, automazione e controllo diventano fattori decisivi.
Annunciata il 10 febbraio 2026, questa evoluzione segna un cambio netto: il web smette di essere pensato solo per le persone e diventa uno spazio strutturato anche per gli agenti AI. Per le imprese, questo significa più velocità, più precisione e nuovi margini di vantaggio competitivo.
Cos’è WebMCP e perché interessa le aziende?
WebMCP, acronimo di Web Model Context Protocol, è uno standard che consente ai siti di esporre funzioni, dati e azioni in modo chiaro e diretto agli agenti AI.
In pratica, i siti non devono più essere “interpretati” dagli algoritmi tramite scraping, click simulati o lettura visiva delle pagine. Le informazioni diventano strutturate, accessibili e affidabili.
Per le aziende, questo porta tre vantaggi concreti:
- Riduzione dei tempi di interazione tra AI e piattaforme digitali
- Diminuzione degli errori nei processi automatizzati
- Migliore controllo sui flussi operativi
Il risultato è un ecosistema digitale più efficiente, stabile e prevedibile.
Cosa cambia nella pratica
Con WebMCP, un sito può fornire direttamente agli agenti AI strumenti digitali pronti all’uso: ricerca prodotti, configurazione ordini, gestione prenotazioni, supporto clienti, consultazione dati.
Nel settore e-commerce, gli agenti possono:
- Cercare articoli
- Confrontare prezzi
- Gestire il carrello
- Completare acquisti
Nel travel, diventano operativi su:
- Ricerca voli
- Filtri avanzati
- Prenotazioni
- Gestione modifiche
Nel customer care, possono compilare ticket completi, raccogliendo dati tecnici in modo accurato. Nei software gestionali, come CRM e dashboard aziendali, accedono a funzioni avanzate senza necessità di infrastrutture aggiuntive.
I primi benchmark mostrano una riduzione dei costi computazionali del 67% e un livello di precisione del 98%. Dati che parlano chiaro per chi gestisce budget e performance.
Perché questa evoluzione conta per imprenditori e manager
WebMCP segna il passaggio da una logica SEO a una nuova fase chiamata AEO: Agent Engine Optimization.
Se la SEO punta a posizionare i contenuti sui motori di ricerca, l’AEO mira a rendere i siti comprensibili, affidabili e prioritari per gli agenti AI.
Questo apre nuovi scenari:
- Maggiore visibilità nei flussi decisionali gestiti da AI
- Più controllo sulla trasmissione delle informazioni aziendali
- Riduzione delle distorsioni interpretative
- Miglior posizionamento competitivo
In uno scenario in cui sempre più utenti si affideranno agli assistenti digitali per acquistare, prenotare, scegliere e confrontare, essere “agent-ready” diventerà un fattore critico di successo.
Sicurezza, controllo e fiducia
Google ha progettato WebMCP con un’attenzione forte su sicurezza e governance:
- Tutte le comunicazioni avvengono tramite HTTPS
- Ogni azione richiede conferma esplicita dell’utente
- Le aziende mantengono pieno controllo sui dati esposti
Questo riduce i rischi operativi e tutela sia il brand sia il cliente finale.
Un nuovo standard che anticipa il mercato
Nel 2026, con l’AI sempre più integrata nei browser, WebMCP non sarà un vantaggio opzionale, ma uno standard di riferimento.
Chi investirà per primo in questa direzione potrà:
- Migliorare i processi
- Ridurre i costi
- Aumentare conversioni e retention
- Rafforzare il posizionamento digitale
In un contesto competitivo, dove la velocità decisionale fa la differenza, questa tecnologia offre un vantaggio chiaro e misurabile.
In sintesi
WebMCP non è una novità tecnica per sviluppatori. È una leva strategica per imprenditori che vogliono:
- Preparare la propria azienda al web guidato dall’AI
- Rendere i servizi più efficienti
- Migliorare l’esperienza cliente
- Costruire valore digitale nel medio periodo
Chi comprenderà ora questo passaggio potrà guidare il cambiamento. Gli altri saranno costretti a rincorrerlo.






