The Fast and the Furious: Tokyo Drift (2006) – L’outsider geniale
Questo film è stato trattato male all’epoca dell’uscita, e col senno di poi è stato un errore. Tokyo Drift è il film più stiloso e coerente dell’intera saga dopo il primo. Niente Dom, niente Brian (tranne un cameo finale), solo Sean Boswell che impara l’arte del drifting a Tokyo dopo essere stato spedito dal padre per evitare la galera.
La regia di Justin Lin porta una nuova estetica, quella scena della corsa nel parcheggio multipiano è semplicemente perfetta. Il film respira cultura automobilistica giapponese, introduce Han Seoul-Oh (che diventerà uno dei personaggi più amati dai fan) e ha un’identità visiva fortissima.
Il problema? È troppo diverso, troppo lontano dai protagonisti che il pubblico aveva imparato a conoscere. Ma col tempo è stato rivalutato, e per una buona ragione: è sincero, non pretende di essere quello che non è. È un film sul drifting a Tokyo, punto.



