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Orologi come bene rifugio: conviene investirci in tempo di guerra e caro materie prime?

Con la guerra in Medio Oriente che alimenta l’incertezza sui mercati e il prezzo di molte materie prime che continua a schizzare alle stelle, sempre più persone cercano asset “sicuri” per proteggere il proprio patrimonio.

In questo clima di nervosismo da Borse e bollette, l’orologio di lusso sta uscendo dal ruolo puramente estetico per essere visto anche come possibile bene rifugio: ma vale davvero la pena comprare un Rolex, un Patek o un Nautilus oggi pensando più al portafoglio che al polso?

In questo articolo ti spieghiamo cosa dice la finanza, quale è il ruolo reale degli orologi tra oro, immobili e azioni, e come usarli in modo intelligente senza trasformarli in una mancanza di liquidità rischiosa.

Contesto: guerra e beni rifugio

L’escalation in Medio Oriente ha riacceso la corsa ai beni rifugio “classici” come oro e metalli preziosi, che stanno aggiornando i massimi storici mentre le Borse ballano sulle notizie di attacchi e blocchi logistici. L’oro spot, ad esempio, nelle ultime sedute è salito oltre i 5.100 dollari l’oncia, sostenuto proprio dalla domanda di protezione contro inflazione, shock energetici e rischio geopolitico.

In questo scenario l’investitore italiano cerca alternative per mettere al riparo parte dei risparmi dall’erosione delle bollette, dai listini volatili e dal potere d’acquisto che scivola via. Tra le opzioni emergono con forza asset reali e tangibili: oro fisico, immobili selezionati, ma anche beni di lusso come orologi, gioielli e vino pregiato.

Perché gli orologi sono considerati beni rifugio?

Gli orologi di alta gamma rientrano tra gli investimenti alternativi perché tendono a mantenere o aumentare il proprio valore nei periodi di forte incertezza, purché si parli di marchi e modelli “giusti”. Si tratta di un bene reale, facilmente trasportabile, con offerta limitata (soprattutto per alcuni marchi svizzeri) e domanda globale in crescita tra collezionisti e investitori.

Secondo il Knight Frank Luxury Investment Index, gli orologi hanno registrato un rendimento medio nell’ordine del 147% su dieci anni, posizionandosi tra le asset class di lusso più performanti insieme a vino e whisky rari. Alcune analisi sul mercato dell’usato mostrano come, nel periodo 2018–2023, un paniere di modelli di Rolex, Patek Philippe e Audemars Piguet abbia battuto in certi anni l’andamento dello S&P 500, pur con una volatilità non trascurabile.

Numeri: quanto hanno reso gli orologi

Diverse ricerche sul mercato secondario indicano che un campione di orologi Rolex usati ha messo a segno, negli ultimi dieci anni, performance superiori a quelle di azioni, obbligazioni, immobili e perfino oro in alcuni periodi ciclici. Un esempio spesso citato: un Rolex Submariner acquistato intorno ai 9.000 euro e rivenduto dopo quattro anni ha generato un guadagno di circa il 20%, al netto dell’uso quotidiano.

Studi più ampi confrontano il rendimento annuo composto 2012–2022: lo S&P 500 è cresciuto in media intorno al 12% l’anno, mentre un paniere di Rolex, Patek e AP si è attestato sul 7% circa, pur offrendo una decorrelazione rispetto ai mercati finanziari tradizionali. La morale per il lettore di MondoUomo.it: l’orologio giusto può proteggere valore e, nel lungo periodo, crescere, ma non è una “stampa di denaro” automatica né un sostituto di un portafoglio ben costruito.

Orologi ed altri beni rifugio: cosa cambia

AssetProContro
OroAlta liquidità, storico di bene rifugioNessun dividendo, prezzo volatile, costo custodia. 
Metalli preziosiCorrelazione bassa con azioni, protezione inflazione. Forti oscillazioni (es. argento quasi “da Bitcoin”). 
ImmobiliReddito da affitto, bene reale. Elevata illiquidità, burocrazia, concentrazione geografica. 
Orologi lussoValore concentrato, offerta limitata, decorrelazione. Illiquidità, costi, rischio moda e falsi. 

Per l’uomo che vuole difendere il proprio patrimonio in un mondo instabile, la combinazione di oro, strumenti finanziari prudenti e una piccola quota di beni di lusso selezionati può offrire una protezione più equilibrata. L’orologio, rispetto al lingotto, aggiunge il piacere d’uso quotidiano e una componente estetica-identitaria che nessun ETF potrà mai replicare.

A quali orologi guardare (e a quali no)

Gli esperti sono chiari: non tutti gli orologi sono da investimento, anzi la maggior parte perde valore come qualsiasi bene di consumo. A mostrare maggiore tenuta sono i modelli iconici di grandi Maison svizzere, prodotti in quantità limitate e richiesti globalmente sul mercato dell’usato.

In linea di massima, il focus degli investitori è su:

Molto più rischiosi sono invece i brand di moda generalisti, le edizioni “miracolo” spacciate come future rarità e l’acquisto impulsivo dettato solo dall’hype dei social. Per un lettore alle prime armi, l’errore tipico è pagare prezzi gonfiati sul mercato grigio o non verificare origine e autenticità.

Rischi da conoscere prima di investire

Investire in orologi richiede competenze: senza conoscenza del mercato, ci si espone a rischi simili (se non superiori) a quelli di una singola azione speculativa. Tra i principali rischi troviamo:

C’è poi il rischio “moda”: un modello oggi caldissimo può raffreddarsi nel giro di un ciclo economico, facendo scendere le valutazioni sul mercato secondario. In più bisogna considerare costi di manutenzione, revisioni periodiche e assicurazione, spesso necessari per mantenere intatto valore e funzionalità del pezzo.

Come inserirli in un portafoglio personale

I consulenti di finanza personale suggeriscono di trattare gli orologi da investimento come una componente alternativa e illiquida del patrimonio, tipicamente non oltre il 5–10% del portafoglio complessivo. Questo approccio permette di godere dei possibili benefici di decorrelazione e rivalutazione senza compromettere la solidità del resto dei propri risparmi.

L’idea è semplice: prima vengono fondo di emergenza, previdenza, strumenti diversificati (ETF, fondi, magari un po’ d’oro), solo dopo ha senso allocare una quota in beni da passione come orologi, auto storiche o vino. Se l’acquisto nasce soprattutto da gusto personale, collezionismo e piacere estetico, l’eventuale plusvalenza nel lungo periodo sarà un bonus, non la ragione primaria della scelta.

Cosa conviene fare oggi per il lettore di MondoUomo.it

Con guerra in Medio Oriente, energia alle stelle e inflazione che continua a mordere, ha senso valutare orologi di qualità come parte di una strategia di protezione del patrimonio, ma con testa fredda e orizzonte lungo. Un uomo che cura stile e finanza può usare il primo “vero” orologio importante come tassello identitario: un pezzo da portare tutti i giorni, ma scelto con criteri da investitore, non solo da fashion victim.

Le regole d’oro:

In sintesi: oggi conviene prendere in considerazione gli orologi come beni rifugio solo all’interno di un portafoglio già solido e diversificato, sapendo che il ritorno più certo, intanto, sarà quello allo specchio ogni mattina quando li indossi al polso.


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