Secondo UBS, dopo un biennio di prudenza, il settore del lusso si prepara a voltare pagina.
La banca svizzera prevede per il 2026 un aumento del 5 % dei ricavi complessivi e addirittura un incremento sugli utili pari al 12 %, una prospettiva che porta ottimismo tra gli investitori e i brand d’eccellenza.
Questo cambio di ritmo segna una rottura rispetto alla cautela degli ultimi trimestri, quando molte maison avevano registrato contrazioni su volumi e margini. UBS interpreta il nuovo scenario come il segnale che il mercato del lusso ha superato la fase più difficile e che ora può contare su una domanda più solida, stabilità dei prezzi e consumatori disposti a tornare all’acquisto.
Un contesto di resilienza: perché il lusso torna credibile?
Non è un caso isolato. Anche il monitor Altagamma, nell’ambito del suo Consensus 2026, conferma un +5 % circa per l’intero comparto dell’alto di gamma, sostenuto da ottimizzazioni dei costi, stabilità nei mercati chiave (USA, Medio Oriente, Europa) e possibili segnali di ripresa dalla domanda in Cina.
Lo scenario complessivo per il 2025 — anno oggi in chiusura — vede il mercato globale del lusso attestarsi su circa 1.440 miliardi di euro, in sostanziale tenuta rispetto al 2024.
Per quanto riguarda i beni personali di lusso — pelletteria, gioielleria, abbigliamento — la stima si aggira su circa 358 miliardi di euro.
Va sottolineato un fenomeno che rivela la natura mutevole del consumatore di lusso: le categorie in maggiore ascesa risultano gioielli, occhialeria e accessori, mentre pelletteria e calzature — un tempo core business — mostrano segnali di debolezza.
Questo spostamento testimonia una domanda sempre più selettiva e raffinata: status simbol, qualità percepita, e valore emozionale superano quantità e ostentazione.
Rischi e reinterpretazioni di valore
La ripresa non è priva di avvertimenti. Un recente studio di Bain & Company evidenzia come l’aumento continuo dei prezzi abbia allontanato buona parte dei consumatori aspirazionali; perfino clienti di fascia alta cominciano a sentirsi “traditi” dalla strategia del lusso sempre più caro.
. Secondo Altagamma e Bain, il successo nei prossimi anni passerà da qualità artigianale, innovazione e coerenza di identità, più che da numeri voluminosi.
Cosa significa per i lettori di MondoUomo.it?
Per chi ama il lusso, queste previsioni sono un segnale chiaro: la fase di stallo sembra volgersi al termine. Il 2026 potrebbe rappresentare l’anno della “nuova classe” del lusso — meno ostentazione, più sostanza, più selezione.
Per il gentleman moderno — collezionista, investitore di stile o appassionato di pezzi iconici — il consiglio è tenere d’occhio le maison che sapranno anticipare i cambiamenti: quelle che punteranno su qualità, heritage, autenticità.
Non le promozioni, ma il valore reale sarà il vero driver della scelta.
Per i grandi brand italiani e internazionali, la sfida sarà offrire lusso che abbia significato: oggi non basta un logo, serve un’esperienza.
Fonte di redazione: FashionMagazine.it



