Kering ha alzato il sipario su Kering Accademia per le Eccellenze, un nuovo centro itinerante dedicato al futuro dell’artigianato di lusso che punta a ridisegnare il mercato del lavoro delle prossime generazioni nel settore moda, pelletteria, gioielleria e sartoria maschile.
Non si tratta di una semplice scuola professionale, ma di un ecosistema formativo che unisce le tradizioni del made in Italy alle competenze più avanzate: tecnologia, intelligenza artificiale, nuovi materiali e innovazione di processo.
Un polo diffuso, non solo una sede
L’Accademia è pensata come un “e‑learning sul territorio”: nasce con sede principale a Valore Italia – MIND Milano Innovation District, ma si estende in una rete di poli già esistenti nelle maison del gruppo (Gucci, Bottega Veneta, Brioni, Pomellato) e in collaborazione con istituzioni come Politecnico di Milano, Galdus e HModa. Questo modello permette di trasmettere il saper‑fare artigianale in contesti produttivi reali, riducendo la distanza tra laboratorio di formazione e fabbrica di lusso.
Un curriculum che parla italiano e tecnologia
Il progetto è strutturato su quattro aree chiave: abbigliamento, sartoria maschile, pelletteria e gioielleria, alle quali si aggiungono percorsi legati a intelligenza artificiale, nuovi materiali e innovazione di processo. I corsi avranno durata variabile, da un semestre fino a sette anni, con filoni che portano al conseguimento di diplomi riconosciuti dal sistema formativo italiano. L’obiettivo dichiarato è formare “artigiani del lusso 4.0”, capaci di custodire la memoria delle tecniche tradizionali ma anche di integrarle con strumenti digitali, tracciabilità avanzata e progettazione sostenibile.
Un banco di prova per il mercato del lavoro
L’Accademia partirà con una prima coorte di 1.000 studenti per poi salire a 2.000 all’anno, aprendo le porte sia a talenti interni alle Maison sia a profili esterni, con un focus trasversale su giovani e adulti in riqualificazione. Dal punto di vista del business, l’iniziativa risponde a una stretta di vite: la filiera del lusso made in Italy soffre da anni la carenza di mani esperte, mentre la domanda di prodotti premium cresce su mercati sempre più esigenti.
Costruire internamente i propri artigiani, con un percorso standardizzato ma declinato nelle diverse specialità, significa per Kering ridurre il rischio di dipendenza da fornitori esterni, ancorare parte dell’innovazione a cultura aziendale e aumentare la capacità di rispondere rapidamente a esigenze di sostenibilità e responsabilità sociale.
Un modello che potrebbe fare scuola
L’Accademia viene presentata in concomitanza con il Made in Italy Day 2026, momentando una visione in cui la “formazione” entra a pieno titolo nel racconto del lusso italiano. Lungo il Sud, in particolare, dove tessuti, pelletteria e manifattura artigianale sono ancora patrimonio forte ma spesso poco strutturato, un modello come questo potrebbe fungere da riferimento: scuole di alta specializzazione legate a grandi brand, con progetti pluriennali e percorsi coerenti tra diploma, apprendistato e assunzione.
Per un giovane che oggi pensa alla carriera tra dietro‑schermo digitale e bottega, Kering propone un terzo binario: il lusso come mestiere evoluto, in cui la creatività dell’artigiano convive con dati, algoritmi e nuovi materiali. Una mossa che non cambia solo il futuro delle maison del gruppo, ma riscrive, in chiave collettiva, il rapporto tra lavoro, artigianato e tecnologia nel cuore del sistema moda italiano.
Fonte di Redazione: brand-news.it



