Il Governo italiano rafforza il Made in Italy della moda con una certificazione ufficiale della filiera.
Per noi di MondoUomo.it, la qualità e l’autenticità nel cuore del Made in Italy sono più che mai una certezza da difendere e promuovere. Non a caso è il core del nostro podcast A Biz Story Focus On: Fatto in Italia che tornerà a breve con le nuove puntate.
Simbolo riconosciuto in tutto il mondo di qualità, artigianalità e stile unico, il Made in Italy si prepara a entrare in una nuova fase di tutela e valorizzazione.
Il governo italiano ha annunciato un intervento strategico attraverso l’introduzione di una certificazione ufficiale dedicata alla filiera moda, destinata a diventare un vero e proprio “bollino di garanzia” per i prodotti italiani.
A spiegare i dettagli del provvedimento è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha illustrato come nel prossimo disegno di legge dedicato alle piccole e medie imprese, previsto per essere approvato nella prossima sessione di bilancio, saranno inseriti emendamenti volti a rafforzare la competitività e la reputazione internazionale del settore moda italiano.
Il cuore della novità consiste nella creazione di un sistema di certificazione unica di conformità, soggetto a rigidi controlli annuali effettuati attraverso audit e ispezioni sul territorio.
Questa certificazione non solo garantirà trasparenza lungo tutte le fasi produttive, ma introduce anche un registro pubblico delle aziende certificate, gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La presenza di un registro pubblico rappresenta un passo in avanti decisivo: non solo facilita il controllo, ma aumenta la fiducia dei consumatori e delle imprese a livello globale, eliminando il rischio di contraffazioni e pratiche illecite.
«La nostra priorità è certificare sostenibilità e legalità, opponendoci con fermezza a quei comportamenti illeciti che rischiano di danneggiare la reputazione di un intero comparto»
ha dichiarato Urso durante la riunione del Tavolo Moda tenutasi a fine luglio.
Un percorso costruito con grande collaborazione con attori chiave del settore, tra cui la Camera Nazionale della Moda Italiana, Confindustria Moda e Altagamma, che hanno contribuito a definire criteri concreti e stringenti per garantire l’autenticità e la qualità del Made in Italy.
Ma il disegno di legge guarda anche oltre la certificazione: all’interno della sezione “Destinazione Italia” sono previste misure volte a rendere l’Italia una meta sempre più attrattiva per investimenti e talenti esteri.
Fra le novità, agevolazioni fiscali rivolte ai pensionati stranieri che scelgono di vivere nel nostro Paese, facilitazioni per i manager di aziende internazionali e nuove opportunità di visto per chi decide di lavorare da remoto dall’Italia.
Questa iniziativa rappresenta un vero e proprio cambio di passo per il settore moda italiano, con un doppio obiettivo: proteggere la filiera autentica da tentativi di imitazione e valorizzare le eccellenze italiane nel mondo, rafforzando il ruolo dell’Italia come uno dei poli indiscussi dell’industria fashion globale.
La nuova certificazione contribuirà a rendere trasparente e sostenibile l’intero processo produttivo, offrendo alle aziende uno strumento prezioso per testimoniare la correttezza delle loro scelte e ai consumatori un ulteriore motivo di fiducia nel loro acquisto.
In un momento storico in cui la competizione globale è sempre più intensa, questa mossa italiana si configura come una strategia vincente a tutela di un patrimonio inestimabile come quello del Made in Italy nella moda, capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità in un unico valore riconosciuto a livello mondiale.
