Il Made in Italy della moda maschile sta perdendo terreno. Fatturati in calo, manodopera specializzata sempre più rara e una concorrenza globale aggressiva stanno mettendo sotto pressione uno dei simboli industriali italiani
Scarpe in pelle, maglieria e sartoria restano desiderabili, ma non bastano più: fast fashion, intelligenza artificiale e nuovi modelli produttivi stanno ridisegnando il settore. Gli esperti lanciano l’allarme e indicano nella sostenibilità l’unica leva per evitare il declino.
La sartoria maschile in pericolo
A Napoli, cuore della sartoria maschile, atelier storici come quello degli Attolini faticano a trovare apprendisti. Giuseppe e Massimiliano Attolini, che hanno vestito capi di Stato e firmato costumi per “House of Gucci”, impiegano 25 ore per una giacca cucita a mano e 33 per un abito completo. “I giovani cercano percorsi brevi e denaro facile, non vedono prospettive”, lamenta Giuseppe. Il problema è sistemico: in Toscana e Piemonte, fabbriche di pelle e tessitori di lana chiudono per mancanza di lavoratori.
Confartigianato registra 1.035 chiusure di aziende abbigliamento e pelletteria nel Q2 2025. Il settore, da 104 miliardi nel 2023, è sceso a 90 nel 2024 e verso 80-93 miliardi nel 2025, con un calo del 3-5% stimato.
AI e fast fashion contro l’artigianato Made in Italy
L’ascesa dell’AI minaccia il “fattore umano” del Made in Italy, dove conoscere lo stilista dietro un capo è essenziale. Simone Balducci di Federmoda Firenze insiste: servono 5 anni di apprendistato e 10 per un artigiano qualificato. Alessandro D’Ercole su La Voce di New York parla di “Made by Italians” più che Made in Italy.
Giovani preferiscono fast fashion e tech a mestieri manuali lunghi e poco remunerativi.
Venezia: trasparenza e sostenibilità come salvezza
Al Venice Sustainable Fashion Forum 2025, esperti delineano la roadmap: filiere trasparenti e sostenibilità. Confindustria Moda, con Luca Sburlati, sviluppa una piattaforma open source per verificare aziende virtuose. La Camera Nazionale della Moda Italiana elabora criteri ESG condivisi, mentre una proposta di legge introduce certificazioni.
“Non è un costo, è la nostra identità”, tuona Sburlati. Progressi su diversità (+5%), sicurezza (+10%), ma calo competenze (-2%).
Prospettive per l’uomo moderno
Per l’uomo di MondoUomo.it, amante di tailoring eterno, la crisi è un campanello d’allarme. Investire in brand sostenibili come Attolini significa preservare stile autentico contro contraffazioni. Il 2026 potrebbe vedere riprese se governo interviene con incentivi, ma senza apprendisti e trasparenza, l’eccellenza maschile italiana rischia l’oblio.
Il Made in Italy deve evolvere: sostenibilità non è moda, è sopravvivenza. L’uomo colto sceglie qualità eterna, non effimera.






