Pelletteria Made in Italy: è crisi nel 2025 ?!?
La tradizione italiana della pelletteria attraversa un momento delicato, con vendite in calo e prospettive incerte per il futuro.
Il comparto della pelletteria italiana, simbolo internazionale dell’eccellenza manifatturiera del nostro Paese, sta vivendo una fase di contrazione che si protrae ormai da diversi trimestri. I dati emersi dall’analisi del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assopellettieri dipingono un quadro preoccupante per i primi mesi del 2025.
La tradizione italiana della pelletteria attraversa un momento delicato, con vendite in calo e prospettive incerte per il futuro.
Il comparto della pelletteria italiana, simbolo internazionale dell’eccellenza manifatturiera del nostro Paese, sta vivendo una fase di contrazione che si protrae ormai da diversi trimestri. I dati emersi dall’analisi del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assopellettieri dipingono un quadro preoccupante per i primi mesi del 2025.
Un Avvio d’Anno Certamente in Flessione per la Pelletteria Made in Italy
L’industria italiana della pelletteria ha aperto il 2025 con numeri che confermano le difficoltà già emerse nel 2024. Le esportazioni hanno registrato una flessione dell’8,5% nel primo trimestre, attestandosi a 2,44 miliardi di euro, mentre il commercio al dettaglio in Italia ha subito una contrazione del 4,4%. Il fatturato complessivo del settore ha mostrato una diminuzione del 7,7%, con la produzione industriale in calo a doppia cifra.
Particolarmente significativo è l’aumento del 66,1% delle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate, un indicatore che testimonia le difficoltà operative delle aziende del comparto.
Geografia delle Vendite: Luci ed Ombre
L’analisi delle destinazioni di export rivela dinamiche contrastanti. Il mercato europeo ha mostrato una sostanziale tenuta con un calo contenuto dello 0,6%. La Francia, pur restando la prima destinazione per l’export italiano, ha evidenziato una flessione del 3,7%, bilanciata però da crescite significative in Germania (+4,8%), Spagna (+5,5%) e Polonia (+5%).
Ben diversa la situazione per i mercati extra-UE, che hanno registrato contrazioni nell’ordine del 10%. Il Far East ha subito una flessione del 17,5%, con tutti i principali mercati dell’area in arretramento. Particolarmente significativo il dato della Cina, quinto mercato per le esportazioni italiane, che ha registrato un drammatico -31,5%.
Segnali positivi arrivano invece dal Medio Oriente, con gli Emirati Arabi che crescono del 19,5%, la Turchia del 27,6% e il Qatar del 18,8%. Questi mercati presentano valori attuali superiori di 4-5 volte rispetto al 2019, frutto di una costante espansione nell’ultimo quinquennio.
Il Prodotto: Borse Protagoniste, ma in Calo…
Dal punto di vista merceologico, i prodotti in pelle autentica, fiore all’occhiello del Made in Italy, mostrano una diminuzione più contenuta (-4,6%) rispetto agli articoli in materiali alternativi (-16,8%). Le borse rappresentano la tipologia più venduta con 1,7 miliardi di euro nel primo trimestre (quasi il 70% del totale export), nonostante un calo del 10,6%.
La piccola pelletteria ha registrato una flessione del 4,5%, mentre valigie e articoli da viaggio hanno subito una contrazione del 12,8%. In controtendenza le cinture, che recuperano con un +5,9%, pur mantenendo un gap del 31% rispetto ai livelli pre-pandemia.
Prospettive e Preoccupazioni
L’indagine condotta tra aprile e maggio su un campione di associati Assopellettieri rivela un clima di cauto pessimismo. Solo il 20% degli imprenditori giudica l’evoluzione congiunturale in miglioramento, mentre il 55% la ritiene stabile e un quarto teme un peggioramento.

Le principali preoccupazioni degli operatori del settore riguardano la debolezza della domanda internazionale e nazionale (77% degli intervistati), il perdurare del conflitto russo-ucraino (62%) e l’imposizione di dazi aggiuntivi negli Stati Uniti (42%). Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante considerando che gli USA hanno mostrato una crescita contenuta ma positiva dello 0,7% nel primo trimestre.
Un Patrimonio da Preservare
Nonostante le difficoltà, la pelletteria italiana mantiene un ruolo strategico nell’economia nazionale, contribuendo con un surplus commerciale di 1,52 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2025. Il settore conta attualmente 4.486 aziende attive, con quasi la metà (49%) concentrate in Toscana, cuore pulsante della tradizione pellettiera italiana.
La sfida per il futuro sarà quella di mantenere l’eccellenza qualitativa che ha reso famosa la pelletteria italiana nel mondo, adattandosi alle nuove dinamiche di mercato e alle crescenti pressioni competitive internazionali. Solo attraverso innovazione, qualità e una strategia di marketing mirata sarà possibile superare questa fase di difficoltà e rilanciare un settore che rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy.
Fonte di redazione: fashionmagazine.it
